Home » parigiTag correlati: francia, lavoro, tea and fun, me me and tea, disneyland, tea time, cinema e tv, social and humanity, salute, tea in love, genova, ipse dixit, vacanze, fortitudo, creativity cake
Rieccoci qua. Un altro primo giorno di lavoro; non che ci sia qualcosa di cui lamentarsi, meglio un altro primo giorno che un nessun giorno, però che ansia. Sperare che tutto vada bene. Sperare di "sopravvivere" tutti i quattro di mesi del contratto, lavorare bene, guadagnare e risparmiare un pò.
Il bello dei contratti a tempo determinato è che poi ti riposi, il brutto è che vivi sempre un pò in un limbo di incertezza, di impossibilità di realizzare alcuni progetti che ti stanno a cuore.
Comunque questa volta sono stata fortunata: multinazionale con lavoratori di tutto il mondo, possibilità di conoscere gente e culture diverse come piace a me, paga buona e lavoro in italiano. Soprattutto, lavoro in italiano, il che mi risparmierà molta fatica e molto stress e non è cosa da poco, visto che il posto di lavoro è a 1h40 circa da casa, non propriamente dietro l'angolo. Riuscirò a svegliarmi alle 6h per quattro lunghissimi mesi?
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:28
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Vedere due donne (e quasi tutto uno scompartimento) che sfogano il loro stress su un suonatore di fisarmonica, la cui unica "colpa" è stata di averlo fatto sull'RER B, mi ha colpito.
Sentirle dire che disturba, che piuttosto dovrebbe sbattersi per cercare un lavoro vero e che, dulcis in fundo, in più suona anche male, mi ha lasciato allibita. Tanto più che quando l'artista in questione ha suonato le prime note de La vie en rose io, tutta contenta, mi stavo già mettendo a cantare.
Vederlo nascondersi in un angolo, la fisarmonica chiusa e posata per terra, e cercare di asciugarsi le lacrime, ha fatto piangere anche a me.
Come si può essere così aridi? Come si può maltrattare qualcuno con così tanta cattiveria?
Spero di non diventare mai così e di riuscire a smettere di piangere per riuscire a fare qualcosa di concreto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 00:26
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Sulla scia delle serie tv in voga al momento, la Cité de la Science ha organizzato una nuova mostra temporanea (fino ai primi mesi del 2010) sulle scene del crimine: Crim'Expo. Ed io, da grande fan di C.S.I., NCIS, Criminal Minds, ....., non ho potuto esimermi dal trascinare Koakika a vederla. Così, tra un laboratorio d'analisi e l'altro, abbiamo scoperto tutte le competenze che stanno dietro la risoluzione (a volte) dei casi e, soprattutto, abbiamo dimostrato le nostre abilità investigatrici scoprendo in men che non si dica l'assassino.
Dopodichè, approfittando del biglietto all inclusive, abbiamo dato una sbirciatina all'esposizione temporanea su microbi, batteri e malattie: Epidemik. Alla fine del percorso ci attendeva una specie di gioco di ruolo in cui veniva simulata un'epidemia in una città: AIDS, aviaria, ecc.
A noi è capitata Nizza durante un'epidemia di una qualche malattia dal nome impronunciabile portata dalle zanzare. Io avrei detto malaria, ma mi sa che il nome era diverso. Koakika faceva il decisore, seduto a un tavolo davanti a un computer che gli offriva varie possibilità di gestione della crisi, mentre io (ed altra gente unitasi a noi o a cui noi ci siamo uniti, son dettagli...) simulavamo gli abitanti della città. Seguendo le istruzioni dello schermo, dovevamo muoverci sul "tabellone di gioco" (il pavimento della sala) raccogliendo medicinali, andando all'ospedale e simili.
La tecnologia è ancora da mettere a punto, ma decisamente è stata un'esperienza interessante da riprovare!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 18:25
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Il mio contratto Disney è finito con tre giorni di anticipo a causa (o per fortuna?) di una caduta in pieno lavoro. Una caduta stupidissima che mi ha storto il piede e mi ha bloccato a letto, e sul divano, da mercoledì sera. Ho dovuto fare anche una radiografia al piede, per verificare che non ci fosse niente di rotto, ma per fortuna è tutto ok. Spero, ovviamente, di recuperare la mobilità il più presto possibile.
Grazie a questo incidente, almeno, ho potuto avere un assaggio della sanità francese che, per chi è dotato di Carte Vitale, non è affatto male. Per chi non lo è come me, ovviamente, è un pò più dispendioso.
Domani, comunque, vado a ritirare le ultime cose rimaste alla Boiserie e la cauzione, dopodichè potrò dire con gioia au revoir a Disney e continuare a concentrarmi sulla ricerca di un nuovo lavoro.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 22:07
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A dire il vero, contanto anche i giorni off, dovrei dire meno otto, ma il succo del discorso non cambia. Ancora sei giorni di Disney lavoro e saro' nuovamente disoccupata.
Sei giorni lunghi e intensi, ma anche divertenti, ora che ho fatto un po' amicizia col gruppo di Space. Sei giorni in cui cerchero' di evitare la tour e, soprattutto, cerchero' di non innervosirmi coi visitatori e prendero' tutto in maniera molto zen, quando e' possibile.
Ieri ho fatto piangere due bambini, troppo piccoli per salire sulle montagne russe, poi la team leader ha fatto piangere me, facendomi salire sulla Cata per validare la zona. 82 metri di altezza su una scaletta all'aperto. Non so ancora come ho fatto a scendere, cercando di trattenere l'attacco di panico fino al momento in cui non ho toccato terra e Stefano e Sandrine mi hanno recuperato. Sono bei momenti.
Sono bei momenti anche gli 101 alle 23.15 che ti fanno finire di lavorare piu' tardi del previsto o le notti che passi a sognare di star lavorando, cosi' poi ti svegli piu' stanca di prima. Ancora sei giorni e poi chissa' ....
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:07
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Quasi un mese che lavoro a Eurodisney e gia' di cose da raccontare ne avrei a centinaia.
Per il momento sta andando tutto bene, nonostante mercoledi, causa stanchezza, abbia fatto un po di casini, ma non era nemmeno una settimana che lavoravo autonomamente quindi mi e' stato tutto perdonato.
Stare a contatto coi clienti, a volte, e' davvero duro, soprattutto se si tratta di convincere qualche genitore che i limiti di altezza (o meglio bassezza) sono per salvaguardare i bambini e non per rovinare la vacanza ai genitori. Il mio sistema, oramai, e' di dire direttamente al bambino che potrebbe rompersi una spalla, cosi anche se il genitore insiste lui si rifiuta categoricamente.
Oltre allaa categoria genitore che si sente furbo perche' e' riuscito a far entrare il bambino su Space Mountain, la mia categoria preferita e' il visitatore imbranato che cerca di entrare a tutti i costi da una porta chiusa, spesso riuscendo a sfondarla, e non dall'apposito cancelletto. Io ogni volta mi pongo delle domande e non riesco a trattenere le risate.
Ovviamente ci sono anche visitatori simpatici e gentili, ma quelli non mi forniscono molti aneddoti da raccontare e quindi non sono divertenti.
Coi colleghi va abbastanza bene. Sono quasi tutti francesi, tranne un italiano e uno spagnolo, e discretamente simpatici. Come in ogni ambiente di lavoro ci sono vari gruppi che cercano di farsi le scarpe alla prima occasione, ma io cerco, saggiamente, di starmene ben alla larga, socializzare con tutti e con nessuno e scoprire chi davvero mi e' simpatico, in modo da poter dire pochi ma buoni. Qualche appartenente a questa categoria l'ho gia' trovato, ora vediamo se legheremo davvero oppure no.
Prossimamente cerchero' di aggiornare con qualche resoconto divertente, sempre che ce ne siano....
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:38
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E' da sabato mattina che si fa sul serio. Finalmente Space e' operazionale, o quasi, e il mio alzarmi ogni mattina alle 5h ha un senso.
Per ora la formazione sta andando bene e, nonostante la paura iniziale, sto cominciando ad acquisire le nozioni di base che mi serviranno per lavorarci indipendentemente.
Da notare che oggi, tra una momentanea chiusura e l'altra (no, ma Space funziona proprio bene) sono stata mandata a fare un giro sull'attrazione per restare accanto a un ragazzo sordo che, altrimenti, da solo non sarebbe potuto salire. Che fortunella che sono...
Tra l'altro, in realta', almeno un giro di show dovrebbe far parte della formazione, per sapere bene dove sono le varie animazioni e come e' fatto il percorso. Come se io avessi fatto davvero attenzione a cosa succedeva. Ora vedremo cosa mi succedera' domani....
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 19:39
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Approfittando della bella giornata di sole oggi, io e Koakoa, abbiamo fatto un mini picnic pomeridiano intorno al laghetto di Magny Le Hongre vicino alla Boiserie, residenza dove abito in questi due mesi.
L'amore mio mi ha aspettato sul posto con copertina e cestino da picnic (o meglio borsa frigo) e io l'ho raggiunto all'uscita del lavoro.
Romantico e rilassante, proprio quello che mi ci voleva dopo le ore passate in piedi, sotto il sole, a dire che l'attrazione era chiusa e forse riaprira' domani (e siamo gia' a quattro giorni di chiusura,non succedeva da anni...)
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 22:20
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Oggi primo giorno di formazione su Space Mountain.
O almeno avrebbe dovuto esserlo perche' non appena arrivata, alle 6h30, ho scoperto che l'attrazione e' in panne da sabato e non si sa ancora se domani riaprira' oppure no. Alla fine, percio', sono stata formata su un'altra attrazione: Orbitron e nel caso mancasse personale ogni tanto mi manderanno li.
Speriamo di riuscire a sopravvivere anche a Space Mountain, che ha l'aria molto piu' complicata.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 22:14
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Ieri alle 17h è finita la mia prima settimana di Disneylavoro, o piuttosto di Disneyformazione. Da lunedì alle 6h30 inizierà il vero e proprio lavoro a Space Mountains - ebbenesì è lì che lavorerò per due mesi!
In realtà la prossima settimana sarà ancora formazione, perchè prima di lasciarmi libera di uccidere gente devono ben insegnarmi tutti i trucchi del mestiere!!!!
Nonostante i primi due giorni non propriamente allegri, come testimoniato nel post precedente, la settimana non è stata così terribile come si prospettava: ho conosciuto alcune persone davvero simpatiche e ho socializzato con numerosi francesi, tra cui un parigino che non è cosa da dare per scontata e perciò, nonostante la complessità di alcune formalità burocratiche, direi che in generale mi sono divertita ed è un peccato che le altre persone che erano con me in formazione saranno dislocate in ogni parte del Resort e non avremo molte occasioni di incontrarci. Spero, comunque, che i miei nuovi colleghi siano simpatici e che riesca a socializzare almeno con una parte di loro, nonostante sia la prima arrivata e questo non è mai un bene.
Una nota ampiamente positiva sono i numerosi vantaggi di cui godrò in tanto che Cast Member: 25% di sconto nei negozi del Resort, un negozio solo per i CM, sconti nei ristoranti, ingressi gratuiti per familiari ed amici, nonchè ingresso sempre gratuito per me, una volta timbrato il cartellino e passata dal backstage al parco vero e proprio (ok, questo non si dovrebbe fare, ma lo fanno proprio proprio tutti, quindi perchè io non dovrei?).
Ieri ho passato anche la visita medica e nonostante la dottoressa mi abbia trovato un pò sorda, con la tiroide probabilmente ingrossata e con il richiamo dell'antitetanica da fare, mi ha dichiarato abile a lavorare.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 19:57
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Con la giornata di oggi si apre ufficialmente la mia carriera bimestrale (fino al 30 agosto) come Cast Member a Disneyland Resort Paris, per gli amici Eurrodisney.
Ieri ho firmato il contratto, recuperato le chiavi dell'alloggio e fatto un bel piantino prima di andare a letto. Nonostante Koakoa sostenga che io sia coraggiosa, ieri sera mi sono sentita una bambina con la mancanza di casa. Il fatto e' che le mie coinquiline sono un po' festaiole e, al mio ritorno dalla cena cinese con Koakoa, mi sono ritrovata parecchie persone in casa, alcool ovunque, gente inquietante, musica techno fino alle tre di notte. Per socializzare bene, allora, mi sono rinchiusa in camera a frignare e a cercare di dormire almeno qualche ora.
Stamattina, comunque, nonostante le poche ore di sonno andava gia' molto meglio e mi sono incamminata verso l'Hotel Cheyenne e l'Universite Disney con entusiasmo. Dopo un certo girovagare io e Rocio, la mia nuova amica spagnola, troviamo il luogo, ci facciamo fare il badge e chiacchieriamo un po' con gli altri giovani.
La giornata Tradizioni, nonostante il simpatico formatore, e' stata lunga e noiosa, ma alla fine ci e' stato regalato un biglietto per i due parchi e cosi' ne ho subito approfittato. Peccato che durante la parata dei personaggi Disney si sia messo a diluviare e, non avendo nulla per coprirmi, sono corsa a casa, non vorrei rischiare proprio adesso di ammalarmi!
Domani scopriro' a quale attrazione mi hanno assegnato e quale costume dovro' indossare; per ora so solamente che lavorero' a Discoveryland!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:57
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Come ogni anno, il 21 giugno si tiene la festa della musica: le strade si riempiono di musicisti e di gente che canta e balla (e io ne parlo come se fossi una grande esperta della manifestazione mentre l'ho scoperta solo adesso).
Con KoaKoa abbiamo studiato per giorni il programma della festa, cercando di fare un piano su dove andare e a che ora. Evidentemente ho cercato di essere democratica, ma poi l'ho obbligato ad andare a sentire musica italiana davanti al Centre Culturel Italien (terribile nemico dell'IIC Parigino per cui ho lavorato) e a subire un coro femminile di canzoni leggermente datate (leggesi canti degli Alpini, per esempio) e un gruppo di musica jazz di Brescia, i Cinemavolta, che ci sono piaciuti tanto.
La nota più positiva della serata è stata la scoperta di un ristorante francese con menù a 10€ dove abbiamo mangiato cose buone come crepes e torta di mele e zuppa di cipolle.
Dopodichè abbiamo preso la navettabus da Porte Maillot e siamo andati a Bagatelle a sentire il concerto organizzato da France2 (e durante il viaggio ho scoperto che il Bois de Boulogne era terribilmente vicino a dove abitavo prima ed è stato un momento molto triste perchè avevo sempre voluto tanto andarci e pensavo fosse lontano...).
Il concerto era molto carino, molto televisivo e molto vuotino: lo spazio era immenso, ma gli spettatori davvero pochi. Forse perchè i cantanti non stavano sul palco che per una canzone e poi lo spazio era lasciato ai presentatori? Insomma, un pò deludente, ma mi sono divertita comunque.
Siccome l'indomani KoaKoa aveva un simpatico esame (oooooh!) ci siamo incamminati abbastanza presto verso le navettebus, ma causa incapacità degli organizzatori siamo rimasti ore ed ore in piedi al freddo e al gelo ad attendere; non senza aver rischiato anche la lite con dei simpatici giovani che hanno tentato di saltare la coda e non senza aver quasi picchiato due simpatiche ragazzine che tentavano anch'esse di saltare la coda.
Per fortuna il viaggio fino ad Aulnay è continuato senza inconvenienti, perchè una volta arrivati là ci siamo ritrovati senza tram-corrispondenza e a dover attendere fino alle 2.30. Morale della favola: ritorno a casa quasi alle 4.00 e poca nanna per KoaKoa.
Però la Festa della Musica mi è piaciuta proprio tanto, magari l'anno prossimo arriviamo un pò prima, invece di perderci in casa come al solito!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 11:57
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Ed eccomi nella mia nuova casina, in territorio francese.
Nella valigia, da brava emigrante genovese-italiana, tra scarpe e vestiti ho incastrato due barattoli di pesto, lasagne al pesto e baci di dama preparati dalla nonna, caffé, caffettiera e una scatola di pizza Catarì.
Hanno trovato posto anche un paio di libri in italiano, la foto delle Charlie's Angels con Val, Daria e Cha, qualche peluches, manga e dvd. Ovviamente viaggiando in treno non ho potuto portare tutto quello che avrei voluto per sentirmi a casa, ma direi che non c'è nulla che non possa essere trasportato in due o tre viaggi.
Intanto studio cosa manca, cosa devo assolutamente portare e come sistemare tutto nel Chateau à l'Illa dormante, visto che spazio ce n'è, ma di roba io ne ho proprio tanta e potrei anche occuparlo tutto!
Oggi, comunque, per cominciare questa mia nuova vita a Pavillons ho comprato un pò di cose, per casa e per me: ovviamente qualche manga (Five, Shugo Chara! e Special A), due tovagliette all'americana per evitare di mangiare sul tavolo (una con un coniglio e una con una mucca) e qualche genere alimentare del genere mozzarella, ricotta e yogurt (per una intollerante al latte non è male come lista della spesa). Il tutto va ad aggiungersi alla bilancia pesa persone e alle due tazzine da caffè prese ieri.
La prossima cosa che dobbiamo procurarci sono assolutamente delle tende, anche da pochissimo, perchè l'idea che da fuori potrebbero vedermi mi mette un pò ansia e non posso continuare a cambiarmi nascosta dentro a un armadio, anche se è decisamente originale.
Dopo questi primi tre giorni posso decisamente affermare che non c'e niente di meglio che girare per negozi alla ricerca di cose nostre, per la nostra casa.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 23:43
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Sono tornata a casa (ho anche già fatto in tempo ad andare a Milano e vedere la Val laurearsi magistralmente) e, quasi quasi, già non vedo l'ora di ripartire.
Si, lo so, prima devo salutare amici e parenti e conoscenti e dottori, ma ammetto che la mia testolina è già altrove.
Parlando dell'altrove, al 98% (diciamo così fino a quando il contratto non sarà segnato) abbiamo trovato casa e siccome non sto più nella pelle devo scriverlo qui, attendendo che la Val si connetta e possa raccontarle tutto nei minimi dettagli.
La casa si trova a Pavillons sous Bois, è a due piani ed è bella grande (67m2) con, in più, sottotetto e cantina. Ci sono due camere da letto, una per noi e una per amici e parenti che verranno a farci visita, salone e cucina abitabile. C'è anche una corte (si chiamerà così?) sul davanti condivisa con altre due case, ma per una che ha abitato quasi 25 anni in un microscopico appartamento senza balcone questa sembra una reggia.
Sono entusiasta, ma ovviamente ho anche una paura folle.
E' un sogno che si avvera, ma si avvera anche l'idea di diventare davvero grande e dovermela cavare da sola.
E poi cominciano i se e i ma e Michael è lontano e mi manca.
E so che è permesso per me, che davvero è quello giusto, che andrà tutto bene, ma più le cose diventano reali più, a volte, mi tornano le paranoie - e se non dura? - non sarà troppo presto? - ma nonostante questo non vedo l'ora di essere là, con lui, ad arredare casina e ad essere felice. Felice. Felice. Felice!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 09:46
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- Si avvicinano i giorni della parte e, se da una parte sono felicissima di lasciare questa infame città (che sospettiamo sia diventata la più cara al mondo), dall'altra mi sento un pò triste perchè ho conosciuto gente davvero simpatica, di ogni parte del mondo, che mi ha arricchita spiritualmente e culturalmente e lasciarla è un pò un peccato.
- Già da qualche giorno sono iniziati i festeggiamenti per St.Patrick e io, da brava bambina, mi sono già fatta portare dal mio uomo al LunaPark, a fare i giri sulla ruota panoramica e altre cosine. Ci siamo anche dedicati alla bevuta della Guinness, che verrà perfezionata tra stasera e domani, giorni culmine della festa irlandese.
- Amèlie ed io non siamo ancora riuscite a trovare qualcuno che ci so sostituisca nella stanza o sto già mentalmente dicendo addio alla mia caparra (383 euro per la precisione). Se poi penso che con quella caparra ci pagherei il primo mese di affitto a Paris, vabbeh, preferisco non pensarci.
- Mi hanno chiamato per andare a Torino alle selezioni per Eurodisney. Speriamo anche di passarle, così il mio approdo nella capitale mangiaranocchie sarà un pò meno traumatico (o più traumatico, chissà) e soprattutto un pò meno povero.
- Col mio Petit Cheminot siamo già alla ricerca di un appartamento/casa da affittare, possibilmente con due camere così da poter ospitare gli amici in trasferta, anche se poi lo so già i primi mesi non avremo altri mobili che un divano letto e sarà un pò come stare in campeggio. In effetti gli ho anche proposto di portare da casa mia il tavolino da campeggio e i fornelletto a gas. LoL
- Se riusciamo a trovare il tempo, per i prossimi giorni abbiamo previsto un mini viaggio a Kells, alla ricerca del famoso libro e di uno spirito-volpe bambina (questa è una lunga storia).
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:03
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La Tour Eiffel.
So che non è per nulla originale, ma è innegabile il fascino che emana questa strana e molto inutile costruzione.
La Tour la preferisco, però, al tramonto, magari sotto un pò di grandine come mi è capitato quest'anno con la Val e Juju. Mi piace restare lì sopra e guardarmi intorno, riconoscendo palazzi e parchi, non solamente quelli che qualunque turista saprebbe riconoscere, ma anche altri più sconosciuti. Mi piace guardare in basso e sentire un pò mia tutta la città.
Lasciar vagare il mio sguardo sui raggi del sole mentre si riflettono sull'acqua. Fa molto poetico, ma è così che mi piace viverla e ricordarla ogni tanto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 12:45
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Capita che mi chiedano spesso se Paris mi è piaciuta e, soprattutto, cos'è che mi è piaciuto di più.
La prima risposta che mi viene in mente, ogni volta, è Notre-Dame al tramonto vista dal Pont St. Michel.
Sarà banale e molto turistica, ma ogni volta che ne avevo l'occasione facevo a piedo il pezzo di strada dal mio ufficio alla zona di St.Michel e, da lì, camminavo ancora fino alla fermata della metro Chatelet. Questo pezzo di strada mi permetteva, ogni volta, di ritrovarmi sul Pont St.Michel da dove, guardando verso destra, potevo osservare parte di Notre-Dame, la Senna, le nuvole, il cielo al tramonto, i riflessi sul'acqua e restare incantata ogni volta.
Sarà che il cielo di Paris non è mai uguale ed assume sfumature differenti ogni volta che lo guardi, ma quella vista non mi ha mai stancato e, ancora adesso, mi manca e darei qualsiasi cosa per poterla rivedere.
Pur sapendo che le foto che ho scattato non rendono particolarmente giustizia al mio scorcio parigino preferito, tanto per rendere l'idea...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 12:22
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Giovedì sera, ore 00.30 - Via Sestri
Io: Ragazze vi saluto che mi incammino verso casa
Geme: Come sarebbe a dire?
Io: Sarebbe a dire che prendo i miei piedini e li porto su per il Viale, verso casa mia.
FdM: Scordatelo ti riaccompagniamo in macchina.
Geme: Non vorrai tornare da sola
Io: Ma certo che si, ci metto un quarto d'ora.
FdM: No, ti riportiamo noi.
Io: Ma andate da tutt'altra parte.
Geme: Ma è tardi non puoi andare da sola
Io: Si che posso, lo facevo anche a Parigi, non è che mi portano via...
Geme: Ma qua non siamo a Parigi, siamo a Genova.
Ecco, grazie, non dovevate ricordarmelo...
Sabato notte, ore 02.30 - Via Galliano
Arrivo sotto casa con la macchina e cerco parcheggio. Non lo trovo, mi sposto nelle vie più o meno vicine. Non lo trovo. Cerco ancora parcheggio, continuo a non trovarlo. Dopo un'ora mollo la macchina sopra le strisce, accanto all'edicola. Mi sveglierò presto domenica mattina e la sposterò. Non è possibile, però, rivoglio Parigi, la metro, gli autobus a qualsiasi ora che fermano sotto casa.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:58
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Eccomi nuovamente in Italia, questa volta per sempre.
In realtà è un per sempre estremamente relativo, che durerà qualche mese, ma fa abbastanza drammatico e mi ispirava usarlo.
Prima settimana segnata dal raffreddore parigino - e psicosomatico - e dai laboratori di orientamento universitario post tirocinio, che dovrebbero aiutarmi a capitalizzare l'esperienza all'Istituto CIA e a cercare un lavoro degno di nota.
Nel frattempo non ho ancora avvisato tutte le mie amiche del mio ritorno, ma la pigrizia, l'assenza di soldi nel cellulare e la tristezza post Paris me l'hanno impedito. Dovrò chiamarle e darmi a una degna vita sociale. Non so perchè, ma Paris mi rendeva decisamente estroversa, allegra, pimpante e socievole, Genova mi deprime e mi fa venir voglia di stare chiusa in casa. Non mi sembra molto normale.
Sarà colpa del condesto sogiale come diceva il buon (?) Palidda e come mi ripete sempre l'Avvocato Nickyno.
Non so che altro scrivere, ma era tanto per aggiornare un pò il blog e dimostrare di essere ancora viva.
P.S. sportivo: la Fortitudo è incredibilmente e miracolosamente approdata ai play off....
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:01
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A Paris è finalmente arrivata la prima - anzi siamo passati direttamente all'estate - e devo dire che, tuttosommato, un pò di sole ci voleva. Potrò dire, almeno, di aver visto la mia città da sogno con ogni clima: pioggia, neve, sole, fiorellini primaverili e colorati. Per festeggiare la mia partenza, l'arrivo della primavera e la casa senza genitori di Sandra, ieri pomeriggio sono andata da lei ad Evry a mangiare gauffres casalinghe con nutella e panna montata. O meglio, più che gauffres erano miettes de gauffres, ma il gusto era ottimo lo stesso. In più, visto che le aveva preparate per molta gente e, invece, mi sono presentata solo io erano anche tantissime. Dopo merenda, approfittando della giornata di sole sensazionale, siamo andate a vedere il Chateau di Evry che era appena stato ridipinto: all'esterno brillava un rosa improbabile con finestre bianche e grige,l'interno sfoggiava, invece, muri dipindi di arancione e verde fosforescente. TeriBBileeeee (come direbbe Desirée). Prima di rientrare a Paris mi ha accompagnato in un breve tour per la banlieue a vedere i logement HLM e i giovani che, non avendo niente da fare, passano il tempo a spacciare o a girovagare per il centro commerciale. Mi ha anche dato ottimi spunti per la mia tesi...peccato averla già scritta e archiviata! Dopo una frugale cena da Starbucks a base di muffin e the caldo (accompagnato da un'aspirina contro il mio infinito rafreddore) mi sono regalata un cinemino con Desirée. Il film prescelto era Penelope, con Christina Ricci e James McAvoy. La mia compare ed io ci siamo ufficialmente innamorate del bel attore, tanto da passare tutto il film a sospirare ad ogni sua apparizione. A parte l'attore, il film è stupendo. E' una specie di favola moderna sospesa tra un film di Tim Burton e Il favoloso mondo di Amèlie. Niente di sensazionale, una trama semplice, ma terribilmente carina. Romantico, ma non melenso. Divertente senza cadere nel volgare, come spesso adesso accade. Penelope, oltre ad aggiudicarsi un posto tra i miei film recenti preferiti, è stato eletto a mio film-ricordo di questo periodo a Paris. Il tutto a causa di due frasi dei sottotitoli che, probabilmente, in inglese non mi avrebbero fatto lo stesso effetto. La prima è "Tu m'as posé tellement de lapin que je n'ai plus confiance en toi" (o qualcosa del genere) frase che non avrei mai capito con precisione se Julien non mi avesse spiegato settimane fa cosa significasse poser un lapin. La seconda, invece, è "Je m'excuse" che, tra l'altro, sono assolutamente sicura che sia grammaticalmente scorretta. Credo che il resto degli spettatori si stia ancora chiedendo perchè De ed io siamo scoppiate a ridere come pazze proprio in un momento del film non triste, ma sicuramente non comico. Il fatto è che uno dei tormentoni del nostro stage era proprio l'espressione Je m'excuse, espressione preferita dalla nostra tutor che la usava sempre e comunque, fuori da qualsiasi contesto. Quando è apparsa sullo schermo non ce l'abbiamo fatta a trattenerci. E' chiaro che i sottotitoli li ha fatti lei.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:46
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Dernier jour de stage e sono tristemente tristerrima.
Non solo perchè, nonostante tutto, all'Istituto ci stavo benissimo, ma anche perchè significa che dovrò tornare in Italia e chissà quando rivedrò tutti. Però, chissà, magari il 2009 mi vedrà nuovamente sbarcare in quel di Paris e, magari, per sempre. Che poi dico dico e in un anno cambiano millemila cose e nel 2009 sbarcherò direttamente in Canada, o resterò in Irlanda....o sarò a Genova a guardare la tv sul divano con mia madre... Tornando allo stage, dei quasi quattro mesi passati in quella gabbia di matti non credo che rimarranno le incazzature, ma piuttosto le risate folli che hanno seguito i momenti di maggior nervosismo, perchè la cosa bella delle persone stupende che facevano lo stage con me era proprio l'ironia con cui sapevano affrontare anche le giornate no.
Ed è così che ripensando all'Istituto CIA non potrò fare a meno di pensare al giorno in cui Angela, la nostra sindacalista, è impazzita in mezzo alle etichette ed ha invocato l'aiuto di Marx al grido di Lavoratori Tiè!
O a tutte le volte in cui Desirée ed io, uscendo dall'Istituto, ci siamo dimenticate di Nicoletta e lei è stata costretta ad inseguirci fino al cancello d'ingresso.
O ancora al messaggio di Sandra, mandato a Desirée, per avvisarla di un ritardo del treno che ci ha fatto capire quanto fosse meno tranquilla di quello che ci era sembrato all'inizio, facendo anche esclamare "Ci piace!"
Ricorderò Daniele, invece, per un mezzo pomeriggio seduti all'accueil a cantare brani di cantautori italiani e Simone non so quanto lo ricorderò perchè, alla fine, l'ho visto davvero poco.
Mirko, Gavina e la loro love story, anche se poi ci sarebbero molti più momenti da ricordare e non solo questa parte, ma alla fine è quella più bella.
Ophelie che si è sorbita tutti i nostri discorsi in italiano senza capirli, ma che si è sorbita anche le mie frasi in finto francese stentato ed è stata così carina da continuare a cercare di farmi parlare affinchè migliorassi un pochino.
E poi l' uomo col cappello e la visione di quasi quattro dvd italiani al giorno; l'omino delle pulizie accusato di rubare qualsiasi cosa; il guardiano che aveva un nemmeno troppo celato debole per me (e che bell'omino, tra l'altro); Buddha che con vera arte zen riusciva a non lavorare mai; i magnifici pranzi di Nonna G. nell' Ufficio Informazioni; ...AH!... che parla come Torquato Tasso, solo che mille volte più lentamente e non riesci a seguire un suo discorso perchè ti addormenti prima; Elisa di Rivombrosa che ogni tanto riusciva a maltrattarci pure lei; Ascanio Celestini e le gaffes di Desi; Expolangues e l'infinità di pacchi trasportati avanti e indietro; i dvd porno e la musica new age dell'ultimo piano; gli aneddoti degli Addetti e del Vecchio Direttore, tra urla e armadi scambiati per la porta; la serata alla Cinèmatheque e il viaggio in metro precedente (anche se raccontato da Desi resterà nella storia); il pazzo nell'Ufficio Informazioni con me ed Angela; la vecchia pazza che viene ad assistere agli eventi dal 1982 e ogni volta che riesce a fermarti ti racconta tutta la sua vita; i libri rubati in biblioteca, tra cui l'opera omnia di Miller, e salvati da un triste destino in una discarica; Desirée che esclama al telefono "Non ho mai smesso di sentirti", etc etc etc Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma poi mi metterei sicuramente a piangere, perchè è vero che quel posto era una gabbia di matti, ma tuttosommato mi ci trovavo bene e una volta fatta l'abitudine mi ci sentivo un pò come a casa. E poi ai miei due mentori preferiti, quello che sta tra i topi e quella che sta tra i VIP, mi ci sono davvero affezionata ed è triste lasciarli. Per terminare, ricordo ai futuri stagiaires che: Non sarai mai ascoltato, ma la volta che succederà avresti preferito non esserlo.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 01:55
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| Tè
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Titolo a caso per un post ancora più a caso, dato che non ho niente di interessante da scrivere, ma scrivo solamente perchè ho voglia di scrivere.
Giovedì finisce la mia avventura istituzionale in quel di Paris ed entro il cinque maggio sarò nuovamente in Italia. Al solo pensiero di rientrare a casa e di lasciare Paris mi sento malissimo, quindi effettivamente il mondo potrebbe chiedersi perchè non mi cerco un lavoro qui e ci resto, ma siccome ho vari ed eventuali programmi è probabile che non sarò di ritorno qui prima del 2009, possibilmente dopo un soggiornino in Irlanda. Che ronf. In queste due settimane me ne sono stata a lavorare in Biblioteca e ho sviluppato un vero e proprio amore per questo tipo di lavoro. Peccato che in Italia si entri praticamente solo per concorso statale e che, quindi, sia un pò una fregatura. E poi, diciamocelo, nelle biblioteche ci rinchiudono i pazzi quindi non potrei mai lavorarci....uhuhuh! Che ronf. La Fortitudo domenica contro Milano si gioca, in parte, l'ingresso ai play off. In parte perchè, poi, dipenderà molto anche da quello che faranno Cantù e Pesaro. Incrociamo le dita, altrimenti pazienza. Meglio dell'anno scorso è andata, non che fosse molto difficile, sicuramente l'anno prossimo andrà ancora meglio. Che ronf. Questa sarà una settimana piena di impegni sociali e di molte mangiate/bevute. La mia dieta ne risentità e questo potrebbe essere un male.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:25
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| Tè
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Una delle motivazioni per cui mi piace lo stage che sto facendo - nonostante i milleducento motivi contrari - è che mi permette di ampliare la mia cultura.
In particolare questa sera ho avuto modo di assistere alla proiezione del documentario Parole sante di Ascanio Celestini sulla storia di un collettivo autonomo formatosi all'interno di Artesia, il più grande call center italiano.
Nonostante fossimo state io e Desirée a recensire la serata non sapevamo niente dell'autore, anche se io continuavo a sostenere che Ascanio Celestini fosse un nome a me noto. Gira che ti rigira, alla fine, ci siamo dimenticate di informarci e questa sera, lasciate a conversare col regista, abbiamo avuto modo di fare un paio di figure paperinesche che a raccontarle nessuno ci crederebbe.
Tralasciando le figure degne di Susan di Desperate Housewife, ho avuto modo di scambiare con lui alcune impressioni sulla situazione politica italiana contemporanea e probabilmente è stato un bene che non l'abbia ricnosciuto, altrimenti mi sarei sentita oltremodo in imbarazzo, invece così ho avuto modo di esprimermi dandogli del tu, un pò come se parlassi con il mio migliore pote.
Devo dire, comunque, che Ascanio mi ha fatto un'ottima impressione e il suo documentario altrettando; a tratti mi ha quasi fatto piangere. Agata l'ha definito un pugno allo stomaco e, devo dire, che nonostante possa sembrare una banalità non posso che darle ragione.
E' stato uno di quei documentari che mi fanno venire voglia di tornare immediatamente in Italia e di m'engager per cambiare il mio paese che, nonostante critichi sempre, adoro. Peccato sapere già che una volta tornata a casa mi farò riprendere dalla pigrizia e mi cullerò nella mia piccola e poco impegnata vita. Probabilmente in televisione Parole Sante non passerà mai, ma se a chi legge capitasse l'occasione lo consiglio vivamente. Appena riesco metto qualche citazione di frasi che ho particolarmente apprezzato.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 23:13
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| Tè
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Technorati |
Merci à Juju (xD) pour le post http://within-syndicate.skyrock.com/article_1689079110.html et pour m'avoir appris l'expression poser un lapin.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:40
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| Tè
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Technorati |
In attesa dei risultati delle elezioni mi dilettero' con qualche riflessione da italiana non residente all'estero, ma solamente domiciliata a Paris.
La distinzione é fondamentale perché fossi stata residente eventualmente mi avrebbero fatto iscrivere all' A.I.R.E. e mi avrebbero spedito la busta con la segretissima scheda elettorale direttamente a casa. DIco eventualmente perché anche se avessi chiesto la residenza non é sicuro che avrei potuto votare qui a Paris in quanto, mi é stato detto, non essendo state previste le elezioni per quest'anno le iscrizioni all'A.I.R.E. erano chiuse. In più, riuscire a parlare con l'ufficio preposto é un'impresa degna di un agente segreto, anche per chi - come me e alcuni colleghi - lavora all'interno dell'Ambasciata e per il Ministero Affari Esteri. Ora io mi chiedo, ma se é una domanda stupida prego chi ne sa più di me di spiegarmi per bene, é mai possibile che nel ventunesimo secolo, nell'era di Internet e del digitale si debba ancora votare con carta e matita? Non sarebbe oltremodo piu' semplice equipaggiare consolati e/o ambasciati a mo' di seggi elettorali e permettere a chi si trova più o meno temporaneamente all'estero di votare da li'? No, perché io e altri nella mia situazione avremmo anche voluto votare, ma tra la spesa e l'impossibilità di prendere ferie ci é stata negato tale diritto. Oh, poi é anche vero che avrei potuto organizzarmi meglio, che Paris - Genova non é cosi' costoso, ma insomma...é il principio che é sbagliato: uno che si trova a fare il mio stesso stage in Australia che deve fare?
E' vero che se torni in Italia per le elezioni ti rimborsano il 60% del biglietto...dalla frontiera italiana a casa tua...utile, visto che la parte costosa e lunga del viaggio non è confine francese -Genova, ma piuttosto Paris - confine italiano. Poi magari sbaglio io e mi lamento per qualcosa che invece é ipersensato, ma la sensazione non é quella...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:52
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| Tè
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Technorati |
Di passaggio dall'Italia per sostenere la preselezione per il famoso concorso al Ministero della Difesa.
Preselenzione che non passerò a meno di un miracolo divino, perchè tra il lavoro, le visite parigine, il soggiorno della Val e la vita sociale non ho praticamente avuto il tempo di studiare. Però nella vita non si sa mai, quindi partirò pr Foligno fiduciosa delle mie capacità.
Due giorni che sono a Genova e già Paris un pò mi manca. Anzi, forse leggermente più di un pò.
Città strana Paris. O meglio, strano l'effetto che mi ha fatto.
Città stupenda, ma con cui mi ci è voluto del tempo ad entrare in sintonia.
Pensavo, forse, che sbarcando nella città in cui ho sempre sognato di vivere sarebbe andato tutto a meraviglia, mi sarei sentita a casa come successe con Lyon.
Mi ci sono, invece, voluti due mesi per impossessarmene, ma ora la sento moltissimo mia, nonostante la situazione nel bilocale parigino non sia perfetta, anzi...quasi disastrosa.
A maggio, comunque, sarà tutto finito e dovrò nuovamente prendere una decisione sulla mia vita anche se, a dire il vero, qualche idea che mi frulla in testa già ci sia, tipo un soggiornino per imparare l'inglese...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:53
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| Tè
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Martedì sera arriva la mia F.U e la cosa non può che riempirmi di gioia (sono anche un pò emozionata, a dire il vero). Tra le varie cose che il suo arrivo impone, c'è sicuramente l'acquisto della carta per impacchettare il suo magnifico regalo di compleanno, perchè consegnarglielo nel sacchetto potrebbe fare alternativo, ma non romantico.
L'Università di Torino ha gentilmente deciso di finanziare il soggiorno parigino di Arancione. Mi spiace solamente non poterla ospitare in casa, ma sono sicura che troveremo un'adeguata soluzione. Ora che ci penso, compreso nell'affitto ho una meravigliosa cantina, magari le può interessare...
Giovedì sera ho proposto a un ragazzo conosciuto da tipo dieci minuti di sposarmi, sto diventando socievole, è incredibile! Sto anche facendo pseudoamicizia con un ragazzo italofrancese che bazzica molto spesso all'Istituto CIA, quindi la mia socievolezza aumenta sempre di più. In tutto questo, comunque, sono stata molto aiutata dalla penultima stagiaire arrivata da noi, che probabilmente è anche quella con cui ho più cose in comune (infatti diciamo sempre che è stato Amore a prima vista). Una così fan di serie TV, effettivamente, è più unica che rara, in più l'anno prossimo vuole trasferirsi in Irlanda per imparare l'inglese...
Nonostante i miei flirtaggi di giovedì sera sono anche disperatamente single (magari disperata non lo sono, anche perchè suona male dirlo, però single lo rimango). Perchè a Parigi non si trova un essere di sesso maschile decente, single e magari anche appassionato di basket? Eppure ho conosciuto più giovini qui che non nel mio ultimo anno genovese... Parlando di cose serie e lavorative, ultimamente mi sono occupata di attività più interessanti del rispondere alle letterine dell'ufficio informazioni. Avendomi, infatti, preso in simpatia la segretaria della Direttrice (in realtà tale segretaria dice che è stata proprio la Direttrice a volermi, ah il mio ego ne gioisce) mi sono stati affidati lavoretti di quasi responsabilità, tipo scrivere discorsi, testi per brochure, organizzare cataloghi per manifestazioni, conoscere Fanny Ardant e fare una foto con lei (no, questo non è un incarico, ma parte del piacere di lavorare alla CIA) che ho simpaticamente diviso, con nonchalance, con la mia amorosa colloga di cui un poco sopra. Che non si dica, in seguito, che sono un'arrivista crudele e senza scrupoli solo perchè, zitta zitta, arriverò a dirigere l'Istituto...ah la modestia e la non esagerazione.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 14:16
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| Tè
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Oggi pomeriggio turistico - e moltissimo piovoso - diviso tra la Maison de Victor Hugo e il cimitero du Père-Lachaise.
Tralasciando la maison del mio amico Victor (con il cui busto ho anche fatto una foto, perchè sono pazza psicopatica, ovviamente), non posso non citare due momenti salienti della visita al cimitero. Momento 1 - davanti alla tomba di Jim Morrison
Sedicenne n°1: La tomba di Jim Morrison, la tomba di Jim Morrison!
Sedicenne n°2: Fammi una foto con la tomba sullo sfondo
Sedicenne n°3: Che emozione, ci siamo davanti davvero
Sedicenne n° 1: Scusate, ma poi chi era Jim Morrison?
Sedicenne n°2: Non lo so, uno famoso comunque
Sedicenne n°1: Si, ma cosa faceva?
Sedicenne n°3: Non lo so, ma c'è scritto ovunque di venire a vederla perchè è la più visitata!
Nel frattempo io e un altro ragazzo ci siamo scambiati una lunga ed eloquente occhiata, allontanandoci e cercando di evitare ogni commento. Momento 2 - lungo un viale del cimitero
Mi sto aggirando coi Macbeth nelle orecchie - perchè ascoltare Gothic Metal in un cimitero fa il suo discreto effeto - e sto sfogliando l'agenda con tutti gli appunti, perchè prendere una mappina era troppo semplice e volevo complitarmi la vita, quando sento una voce alle mie spalle.
Guardiano: Signorina!
Io: Si?
Guardiano: Cosa sta cercando?
Io vengo colta dal panico e mi dimentico chi stavo cercando.
Guida: Per caso la tomba di Jim Morrison?
Io penso che qui sono un pò tutti fissati, perchè va bene che Jim è Jim, ma ci sono fior fiori di morti celebri nel cimitero oltre a lui!
Io: No, in realtà sto cercando la tomba di Eugène Delacroix.
Momento di silenzio, i due mi guardano palesemente stupiti
Guida: Lei per caso è una pittrice?
Io: Assolutamente no, non so nemmeno tenere un pennello in mano, ma Delacroix mi piace.
Guida: Ah! Se vuole la accompagno, sono una guida del cimitero.
Io: Perfetto, magari poi dopo saprà indicarmi anche le tombe di Molière, Apollinaire, LaFontaine, Edith Piaf, Simone Signoret, Chopin, etc....
Guida: Certamente
E così ho vinto una guida turistica tutta mia per un'intera giornata, che non solo mi ha aiutato a trovare le tombe, ma mi ha raccontato un sacco di storia e di aneddoti su gente più o meno sconosciuta. E il tutto assolutamente aggratis. Ah il fascino italiano!!!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:49
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| Tè
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Di ritorno da una piacevole serata in pizzeria con Angela, Loik, Nicoletta ed Emanuele.
So che andare in pizzeria a Paris fa molto italiani che non vogliono integrarsi, in realtà amiamo tutti abbastanza la cucina francese - e Loik è francese, per di più - ma abbiamo deciso per la pizzeria perchè in quella dietro casa mia c'è sto cameriere terribilmente carino e avevo assolutamente bisogno di rivederlo.
Vorrei terribilmente conoscerlo meglio, scambiarci qualche parola in più che non siano le ordinazioni, ma non ce la posso fare: ogni volta che si avvicina o che lo vedo perdo completamente l'uso della parola e resto imbambolata come una scema.
Non solo è troppo bello, ma è pure simpatico. In più stasera si è dimenticato di farci pagare gli aperitivi...o forse ce li ha offerti, colpito dal mio fascino. Devo assolutamente andare più spesso a comprare la pizza lì, che a maggio sarò nuovamente a casa, in Italia, e lui prossimamente partità per la Spagna, a quanto credo di aver capito la volta scorsa.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 00:33
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| Tè
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Settimana di grandi cambiamenti alla CIA.
Intanto Mirko se n'è andato e non ritorna più e la metro delle 9.30 senza lui....no, questa era una canzone della Pausini, più o meno.
Dicevo, Mirko è tornato in Italia con dispiacere un pò di tutti - soprattutto di Gavaina - ma al posto suo abbiamo gadagnato, tra una cosa e l'altra, quattro nuovi/e stagiaires: Nicoletta, di cui forse avevo già parlato, Desirée, Simone e Sandra. O meglio, Sandra arriva lunedì, ma già la conto.
In totale, quindi, siamo sette stagisti con praticamente nulla da fare. Davvero divertente. Cioè, divertente tantissimo, perchè è più il tempo che passiamo a sparare cazzate che a lavorare. In più ci si è aggiunta anche la segretaria della direttrice e, un pò, anche il bibliotecario quindi l'ultima settimana l'abbiamo passata a piangere dalle risate. Tanto per dire, oggi Angela telefona in un ufficio a caso convinta di telefonare a me. Risponde, invece, Desirée e il dialogo, a quando mi hanno raccontato è stato:
A: Hey
D: Dimmi Ilaria
A: Ma non sei te, Ilaria?
Ma benissimoooooooo, sono sempre nei loro pensieri, che tenere! A fine giornata, mentre bevevamo un pò di Porto nell'ufficio della nostra Responsabile, Desirée chiede:
D: La Direttrice viene da Napoli?
I: Non tutti i giorni...
Attimo di silenzio, poi tutti morti dal ridere.
Si, sono davvero simpatica, lo so, non c'è bisogno che me lo ricordiate.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:20
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| Tè
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Technorati |
Ieri sera, dopo il lavoro, sono andata a cena con Gavina, Mirko e due suoi amici, un ragazzo di Bologna e una ragazza tedesca, che non parlano il francese.
Dopo varie ed eventuali peripezie riusciamo a sederci al tavolo di un Hippopotamus, una catena francese anche discretamente rinomata, a quanto ho sentito dire.
Sfogliamo e risfogliamo il menù e cerchiamo di tradurlo in italoinglese perchè, tra una cosa e l'altra, i piatti sono descritti solamente in francese e, si che ci sono le foto, ma un turista come fa a capire?
Ricordo sempre che io e l'inglese ci odiamo - e infatti ieri non ho spiccicato nemmeno mezza parola e la tipa avrà pensato che sono deficente - ma mi metto un pò anche dalla parte del resto del mondo e non solamente da quella mia e dei francesi - che in questo la pensiamo uguale -
Insomma, ridendo e scherzando alla fine sbotto : Il menù potrebbero scriverlo anche in inglese, nemmeno fossimo nell'ultimo dei bistrot!!!!!
Facendo morire dal ridere Mirko e Gavina perchè l'ultimo dei bistrot gli fa troppo ricordare il linguaggio da romanzo ottocentesco.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:34
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| Tè
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Technorati |
Presi da somma noia e grande voglia di sdrammatizzare le tragicomiche vicende quotidiane abbiamo aperto un blog sulla vita all'Istituto CIA.
Lo si trova qua: UBI MAIOR
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:45
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| Tè
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Technorati |
Conto alla rovescia per l'arrivo della Val il 18 marzo. Dovro' anche trovarle un regalo di compleanno, nell'attesa. Il 19 marzo evento con Monicelli a cui devo assistere. Il 20, invece, qui all'ufficio CIA arriveranno Stefano Benni e Daniel Pennac. Sono già terribilmente emozionata, Pennac é il mio mito da quando ero bambina. Ieri ho studiato un paio d'ore al Pompidou e sono stata benissimo, c'é un silenzio miracoloso e un'aria da biblioteca - ovviamente - emozionante. Lo adoro. Oggi ho lavorato nella biblioteca-CIA con Angela e Nicoletta e ci siamo occupatedei libri e della catalogazione dei DVD. EmoSSIone. Tra un paio di minuti vado a lavorare per la Direttrice, a quanto ho capito. Qui le cose si fanno serie. Ho voglia di diventare mamma.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 15:01
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| Tè
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Technorati |
Ieri sera il programma prevedeva puntatina al Buddha Bar con Mirko, Gavina, la mia coinquilina, Chiara, Emanuela, un'altra ragazza di cui non ricordo il nome e José, un ragazzo spagnolo, così almeno si poteva parlare un pò di spagnolo e non ricadere nel solito e familiare italiano.
All'entrata del Buddha Bar, però, ci hanno lasciato fuori perchè José aveva le scarpe da ginnastica e, evidentemente, non andava bene - o era una scusa come un'altra per non farci entrare perchè eravamo in troppi -
Si è dovuto, così, fare un veloce cambio di programma e la coinqui ha deciso per LeParisParis, un locale branché in cui era già da un pò che mi voleva portare.
Arrivati davanti all'ingresso Mirko usa la sua miglior arte oratoria per farci entrare - per me si poteva andare da un'altra parte, troppo sbattimento, ma almeno la coinqui per una volta era contenta - e ci riesce. Otteniamo così un "tornate tra venti minuti che adesso la serata non è ancora iniziata". Nel dubbio che ce l'avessero detto per liberarsi di noi siamo rimasti piantati lì davanti - che non credo essere molto branché come comportamento - finchè non hanno aperto e ci hanno fatto entrare praticamente per primi.
L'ingresso, effettivamente, non era malaccio. La musica, però, era decisamente troppo alta nonchè francese ed orrenda. Ci siamo sistemati su alcuni divanetti, sistemati in modo che parlare diventasse davvero difficile, e abbiamo bevuto un costosissimo cocktail aspettando che qualcuno di meno branché di noi aprisse le danze.
Dopo non moltissimo tempo José, Mirko e Gavina ci hanno abbandonati - per altro devo avvisare José che mi è rimasta la sua sciarpa nella borsa - e siamo rimaste solo donne a volteggiare poco convinte nella pista da ballo, scansando francesi che si espandevano e camerieri che dovevano passare ad ogni costo accanto a noi.
Ad un certo punto abbiamo anche pseudo socializzato con un francese nemmeno troppo male, ma i francesi sono veramente l'anti del marpionaggio e il nostro intento, farci offrire una coppa di champagne da un ricco e branché francese, non è riuscito,
Così, storidte dalla musica alle 3.00 siamo uscite e ce ne siamo tornate quatte quatte a casa, risparmiando pure i soldi del taxi perchè il Noctilien arriva giusto giusto sotto casa nostra e ne passava uno in quel momento.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 12:05
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| Tè
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Technorati |
Riflettendo e confrontandomi con chi mi sta intorno sono giunta all'amara conclusione che, se voglio fare strada nel mondo della comunicazione e girare il mondo per lavoro, devo assolutamente combattere la mia ritrosia e imparare l'inglese.
L'unico modo per impararlo decentemente non è andare in vacanza in Irlanda con la Val, dove l'unica cosa che abbiamo imparato è stata la corretta pronuncia di Prison Break e come ordinare il cibo, ma partire all'avventura e andare a lavorare in un qualche paese anglofono. Possibilmente non l'Inghilterra, che gli inglesi mi stanno un pò antipatici (Ed escluso, chiaramente).
Presa questa vitale decisione, la seconda che ne consegue è che, chiaramente, non mi fermerò a Paris al termine dello stage, ma tornerò a casa -ahimè - in attesa della nuova partenza.
Infondo, come sono arrivata una volta a Paris, posso sempre tornarci, sarò sempre in tempo. Per imparare l'inglese, invece, temo che se non lo faccio adesso non riuscirò mai più e me ne pentirò un pochettino. Solo un pochettino, eh!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 11:30
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| Tè
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Technorati |
Questo pomeriggio mi sono simpaticamente scoppiata una conferenza di SEI ORE su Garibaldi e il movimento garibaldino, nonchè sulla linea di unione tra camicie rosse e camicie nere.
Il tutto può essere riassunto nella frase che una professoressa dell'Università di Bologna ha espresso in un francese non propriamente francese: "Mussolini era il San Francesco del fascismo". Angela ed io ci siamo letteralmente cappottate dalle risate.
L'aspetto positivo della conferenza è stato che, tra il pubblico, c'era il giovane professore mio futuro marito e, soprattutto, prima della suddetta conferenza mi ha anche parlato per chiedermi un paio di informazioni.
A fine conferenza, comunque, sono stata anche ingaggiata come microfonina e, con il mio innegabile charme, ho passato un'ora e mezza a fluttuare in mezzo al pubblico passando il microfono, ne farò sicuramente il mio futuro lavoro, una volta tornata in Italia.
Sembra che la febbre mi sia passata, e questo non può che essere un bene, così questo fine settimana potrò darmi a folli folleggiamenti. Il programma, per il momento, prevede una visita al cimitero di Père Lachaise dove, mannaggia a me, non sono ancora riuscita ad andare.
Visto il freddo polare che fa in questi giorni sarebbe più consigliabile stare in casa, ma non posso farmi mummificare viva nel bilocale.
E' arrivata una nuova stagiaire, Nicoletta, che mi ha già fatto scoprire luoghi interessantissimi, come un piccolo teatro in cui, dal 1957 ad oggi, danno solo soltanto e solamente La cantatrice chauve di Ionesco, pièce del teatro dell'assurdo che amo particolarmente.
La settimana prossima Angela, Gavina e Mirko vi saranno trascinati anche contro la loro volontà. Evviva la democrazia!!!!!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 20:23
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| Tè
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Technorati |
Tra influenza e lavoro fieresco di sabato mattina questo finesettimana è stato dedicato al relax più assoluto, senza feste e baccanali vari - anche se aver perso il compleanno di Daniele e la partenza di Silvia un pò mi dispiace - ma tanto sano cinema, da sola e con la coinquilina.
Tra una nuova puntata di Lost, una di Prison Break e un pò di Moonlight, sono riuscita a vedere Juno e P.S. I love you.
Juno è carinissimo. Ne avevo sentito parlare molto bene, ma non potendo fidarmi della critica ho voluto appurare con i miei occhi.
Il tema è quello che è, di certo non lo si può definire leggero, ma Ellen Page è davvero un'incredibile scoperta e tra una risata e una lacrimuccia ti sa coinvolgere alla perfezione, nonostante non riuscissi a capire proprio tutte le battute, maledetto slang.
A vedere P.S. I Love You ci sono andata un pò controvoglia, più che altro per far contenta la coinquilina. Ne parlavano tutti bene, ma la trama sembrava talmente triste e lacrimevole che non mi sentivo in vena. Cioè, va benissimo un pò di sano romanticismo, ma quando sei ammalata in terra straniera sono più consigliabili le commedie divertenti. Io, infatti, volevo andare a vedere Asterix aux jeux olympiques e sentire Luca e Paolo recitare in francese, ma son dettagli.
Tornando al film, solo il fatto di arrivare in sala e scoprire, dai titoli di testa, che ci sarebbe stato James Marsters - Spike per i profani - che amo, adoro e venero, mi ha subito fatto provare maggiore interesse per il film. Che poi il suo era solamente un piccolo ruolo e non lo si vede nemmeno troppo, ma quando sullo schermo c'è lui non ho occhi per nessun altro. Sarà anche un vecchio quarantenne, ma ha fascino da vendere.
E' anche vero, però, che un film non lo si giudica solamente dal fascino di un attore - o di due, che anche l'irlandese non era male - o di un'attrice, nonostante lei sia bravissima anche in questo ruolo tenero e romantico che, personalmente, non le avevo mai visto fare. A parte che tra slang americano e accento irlandese la prima parte del film l'ho un pò capita a spizzichi e bocconi, ma conil proseguire della storia l'orecchio si è abituato e sono riuscita a capire tutto - e son soddisfazioni -
In tutto questo sto perdendo di vista lo scopo del post, che era un pò quello di parlare bene del film che, nonostante o proprio per questo, qualche lacrimuccia la faccia scendere copiosamente, regala anche momenti di pura risata e ti fa innamorare dello humor irlandese (anche se io e la Val ancora non lo abbiamo molto capito, nonostante il soggiorno in tale terra).
Sento che alla fine del soggiorno parigino tra film in V.O sottotitolati e serie tv sempre in V.O sottotitolate, capirò meglio l'inglese del francese. Il che, a pensarci bene, potrebbe essere una gran cosa, anche se saperlo parlare potrebbe anche essere meglio. OMG...non posso credere di aver appena scritto tale frase, mi sembro il Cere che dice sempre "ah questo mai" e poi, dopo mesi, ne diventa addicted.
Tanto per finire l'excursus linguistico ieri, al SaloneCIA, ho parlato addirittura addirittura cinque lingue. Il che, considerando che ne conosco bene due e male altre due massimo, mi sembra un attimino impossibile. Però è anche vero che ho parlato italiano e francese - e questo è anche un pò ovvio - , ma anche inglese con un tizio americano; o meglio, lui parlava, io capivo ma rispondevo solo con yes no e poco altro. Ho spiaccicato anche un paio di frasi in giapponese, allo stand del Giappone, tanto per vedere se mi ricordavo qualcosa, visto che l'ometto è stato così disponibile a starmi ad ascoltare. In ultimo, ho amabilmente conversato in spagnolo con una ragazza basca, perchè era un pò l'unica lingua con cui avremmo potuto intenderci. Il basco è incomprensibile, lo spagnolo non l'ho mai studiato quindi inventavo, chissà cosa ci siamo dette...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 00:17
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Ieri siamo stati reclutati per allestire lo stand alla Fiera dei Servizi Segreti che si tiene a Paris dal 6 al 9 febbraio.
Allestire lo stand, in realtà, è un fine eufemismo per indicare le operazioni di carico/scarico pacchi, tavoli, sedie, espositori, televisioni, roba varia.
Chiaramente perchè chiamare persone abili a tale operazione quando si possono utilizzare, gratuitamente, gli stagiaires? Sono domande che non ci si dovrebbe nemmeno porre, ma per ammazzare il tempo sto qui a farmele.
Dopo otto anni di Scout, comunque, non è che qualche decina di pacchi, contenenti libri e cataloghi, potesse spaventarmi e così, armata di molta pazienza e forza bruta ho faticato avanti e indietro, per un sacco di ore. L'orario di lavoro, infatti, sarebbe terminato alle 18, ma non si sa bene perchè siamo usciti di lì - per ultimi - alle 20.45. Il posto della fiera, per altro, non è nemmeno troppo vicino a casa, così ho impiegato tipo un'ora di metropolitana prima di arrivare al mio amatissimo focolaio domestico.
In realtà avremmo anche allestito lo stand, ma in maniera così orribile che preferisco non parlarne e sperare che, domani quando sarà il mio turno di starci, sia bruciato tutto e non mi resti nient'altro da fare che flirtare con quelli degli altri stand.
Nervosismo a mille, proprio.
Voglio dire, va benissimo essere sfruttata per camallare pacchi e pacchettini, ma se poi cerco di darti un consiglio su come allestire lo stand al meglio - cosa che, per altro, ho studiato nel corso di Marketing in cui sono diplomata - potresti almeno fare finta di ascoltarmi e di prendere in considerazione la mia idea (o quella di Gavina, per esempio) e non cassarmi fottendotene.
Per fortuna oggi ho guadagnato una giornata di ferie, anche perchè stamattina mi sono svegliata con mal di gola, mal di orecchie e raffreddore e sto prendendo mille medicine per impedire alla febbre di attaccarmi.
Domani ci sarà tantissimo da ridere.
Cambiando completamente argomento, giuro che prima o poi riprendo a commentare le partite della Fortitudo, è che con un computer in due è difficile averlo al momento giusto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:46
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Oggi prima domenica del mese e, perciò, alcuni musei sono simpaticamente gratis.
Tra questi c'è la Cité Nationale de l'Histoire de l'Immigration il cui sito mi è stato particolarmente utile durante la scrittura della mia tesi di laurea.
Possiamo, in effetti, dire che senza quel sito alcune idee non mi sarebbero neppure venute in mente; grazie al sito e non grazie al museo perchè questi ha aperto solamente questo autunno e, perciò, non è che potessi venire a Paris per chiedere di visitare una cosa ancora non conclusa.
La Cité piacerebbe terribilmente ad Arancione e alla sua tesi, perchè non è un museo tradizionale, ma estremamente innovativo ed interattivo; anche un pò alienante, a dirla tutta.
All'ingresso, infatti, vengono consegnate audioguide personali che permettono di ascoltare ulteriori spiegazioni rispetto a quelle già esposte e, soprattutto, di fruire dei filmati che sono presenti un pò lungo tutta l'esposizione.
Oltre a queste audioguide ci sono numerosi punti in cui, attraverso schermi e touchpad, si possono eseguire alcune attività ludiche che rendono la visita estremamente piacevole e permettono un pò a tutti, bambini compresi, di interessarsi all'argomento che, di per sè, non è semplicissimo.
L'unico neo - che poi non è veramente un aspetto negativo - è che mi sembrava di star rileggendo la mia tesi, praticamente i discorsi e i punti di vista erano un pò gli stessi, perciò se han fatto un così bel museo anche la mia deve essere stata una così bella tesi (modestia mode on, proprio).
Alla fine della mostra c'è uno spazio, simile a un salottino, con alcuni computer che permettono di approfondire il tema dell'immigrazione attraverso un persorso tematico composto da domande e risposte ed integrato da alcuni video e da un film. Forse non mi sono spiegata benissimo, ma si capisce lo stesso quello che voglio dire.
C'è anche una galleria che offre la possibilità al pubblico di prestare, o regalare, materiale sulla storia dell'immigrazione della propria famiglia, per esempio.
Infine, al pianterreno c'è un Forum per i dibattiti con un gabbiotto in cui i visitatori possono creare un filmato in cui raccontano la propria esperienza e lasciare, così, una traccia di sé nella storia complessa di questo paese.
Meno soddisfacente, purtroppo, è stata la successiva visita al Cinematografo.
Non che non ci fossero bei materiali o spunti interessanti, ma tuttosommato non è niente in confronto al Museo del Cinema di Torino, perciò il confronto mi ha un pò deluso.
Di interessante, invece, deve avere l'archivio, la biblioteca e la mediateca che mi ripropongo di andare a visitare una volta o l'altra.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:48
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In un certo senso sto vivendo il tipico Erasmus che, per vari motivi, quando ero a Lyon avevo vissuto diversamente.
Giovedì sera seratina relax a casa di Mirko con Chiara e, successivamente, Daniele. In realtà il programma originale era differente, ma siamo stati un pò paccati da tutti così non c'è restato altro da fare che guardare L'appartamento spagnolo comodamente sdraiati sul letto-divano.
Che poi, a dire il vero, il film io l'avevo anche già visto, a Lyon, ma come Etere potrebbe confermare non ero in codizioni di seguirlo molto, quindi l'altra sera è stato come se lo vedessi per la prima volta.
Inoltre, come direbbe Arancione, sono un'ospite proprio simpatica visto che, oltre ad autoinvitarmi a dormire li un pò a caso, mi faccio anche preparare la cena, prestare roba a caso e tra un pò mi farò dare le chiavi di casa (ora esagero, ma comunque se andiamo avanti così...)
Tutto questo, in realtà, per anticipare le cose davvero seriose del post in oggetto; nel senso che c'è un motivo per cui ultimamente mi ritrovo sempre lì - eh no, non è perchè ci abitano bei ragazzi...che potrebbe essere una buona ragione, ora che ci penso - e tale motivo sarebbe, ne parlavo ieri sera con Gavina, che la loro è una casa-casa, in cui si respira aria di casa vera, un pò all'appartamento spagnolo del film, in cui c'è sempre gente che entra e che esce, che dorme o che mangia. Un posto in cui rilassarsi, ma anche divertirsi, con persone davvero staordinarie, con cui mi sento a mio agio - e non parlo solamente dei due effettivi inquilini, ma di tutti quelli che gli gravitano attorno - e, come si sa, per me non è così facile trovarmi a mio agio con persone estranee o conosciute da poco.
Finita la parte seriosa ed introspettiva, o quasi, del post, torniamo alla serata di ieri sera che ha visto me, Chiara, Mirko e Gavina cenare nella casa un pò di tutti (no, ma sarà anche contento di sapere che la chiamo così casa sua) subito dopo essere usciti dal lavoro, tanto perchè mai dovrei tornare a casa, ogni tanto?
Quindi, cena con pasta alla carbonara e caprese - tutto by Mirko, ovviamente - veloce lavaggio e truccaggio e raggiungimento della casa di Daniele, dove avevamo appuntamento con lui, William, Jonas, Silvia e un cinese di cui non ho ancora capito il nome, per poi andare tutti insieme alla festa di compleanno di Renato.
Festa organizzata in un locale a noi sconosciuto e che ci ha costretto a girare per tipo un'ora e mezza esposti al freddo, al gelo e alla stanchezza.
Alla fine il locale l'abbiamo trovato, ci siamo fatti perquisire all'ingresso, siamo usciti perchè poco convinti, siamo rientrati e siamo rimasti li a ballare fino alle 6.00 del mattino.
La musica era ssolutamente meglio di quella dell'altra volta, così sono riuscita a farmi trasportare in balli sexy e struscianti con Daniele, che continuava a ripetermi "Non saltare, cammina coi piedi a terra e ancheggia". Mi stavo rotolando moltissimo dalle risate, ma si sa che la sottoscritta non possiede molto il senso del ritmo. Sono riuscita anche a ballare su un cubo improvvisato da Jonas, utilizzando un simil pouf quadrato e, addirittura, con Chiara e William abbiamo ballato inginocchiati a terra.
La cosa grave è che non ero nemmeno ubriaca, perchè avevo bevuto solamente una caipirinha e non é che l'effetto alcolico sia durato tutta la notte.
Ovviamente aspetto ancora che tutta questa mia verve sociale scompaia restituendo la illa asociale e chiusa in casa, ma finché vogia ed energie resistono perchè farsi mancare qualcosa...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 19:11
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Avrei davvero mille cose da scrivere, per lo più serie e riflessive, che mi aiutino a rimettere in ordine i miei pensieri.
Il fatto è che non so da dove cominciare, non so nemmeno se cominciare. Sono due o tre giorni che le parole mi frullano in testa, ma come al solito non ho carta e penna al momento giusto e, ora che sono davanti allo schermo, le frasi si sovrappongono incoerentemente, cercando di soffocarsi l'un l'altra.
Non posso non citare la conferenza sull' Europa di ieri sera che ha visto, tra i partecipanti, Jacques Delors. Più che altro non posso non citare il fatto di aver visto (e sentito) dal vivo tale illustre personaggio; è stata sicuramente un'esperienza interessante, nonostante ogni tanto il mio francese si ingarbugliasse un pò e perdessi il filo del discorso. C'è da dire anche che, a volte, mi mancavano riferimenti storico-politici essenziali alla comprensione del discorso e potrei anche pensare, con calma, di approfondire le mie conoscenze in materia. Un riassunto sarebbe anche gradito.
Mi sono anche un pò innamorata a prima vista di un giovane professore di SciencesPo e, per me che se non sono piccoli nemmeno li guardo, trovare interessante un circa trentenne ha della novità.
In tutto questo c'è anche da dire che sono stanca e distrutta perchè ieri avevo le scarpe col tacco alto e stare in piedi tutto il giorno è faticoso; in più, dopo la conferenza, siamo andati a mangiare una crèpe tutti insieme ed è stato divertente, ma mi ha fatto tornare a casa all'una. Non so quanto il mio fisico reggerà tutta questa socievolezza, non ci sono veramente abituata e ho un pò paura di esplodere.
Non sto trovando un vero equilibrio: mangio davvero poco, più che altro schifezze, e dormo ancora meno. D'accordo essere giovani, ma poi il fisico, soprattutto se non abituato, non regge.
Già cominciano ad intravedersi i primi segnali del riapparire del mio alterego, non sono cose piacevoli soprattutto per chi non mi conosce ancora bene.
Credo, però, che tutta questa mia socievolezza non sia solamente una maniera di integrarsi e di sopravvivere in quel di Paris, ma sia propriamente un lato un pò nascosto del mio carattere. Da che sono in questa città da sogno, del mio sogno, sono piena di una voglia di fare ancora più forte di prima ed essere circondata da due o tre persone intelligenti e decise, o che per lo meno a me appaiono così, in parte mi è molto di stimolo, mi aiuta a combattere la mia atavica ed un pò innaturale pigrizia, restituendo quell' Ilaria attiva che da qualche anno esiste solamente in parte.
D'altra parte, però, essere circondata da tutta questa decisione fa riapparire quell'insieme di insicurezze a cui Ilaria cerca di non pensare, da quando ha scoperto di non sapere cosa vuol fare nella vita, e l'insicurezza è qualcosa in cui non mi riconosco, una parte di me che non sono ancora riuscita ad accettare e che mi ostino a nascondere in qualche angolo recondito.
Ho bisogno di un progetto, perchè questa vita un pò improvvisata mi lascia spaesata e rischia di annientare tutte le mie forze e più mi sento debole, più mi combatto.
In realtà non erano proprio queste le cose di cui volevo scrivere, questa sera. Eppure avevo bisogno di mettere a nudo le mie insicurezze, attraverso parole in cui già non mi riconosco più nonostante siano le mie.
Forse ho solamente bisogno di sentirmi per un attimo importante, di provare un vero slancio per qualcosa o per qualcuno, di interessarmi davvero a qualcosa di mio.
Forse ho solamente bisogno di smetterla coi miei complessi di inferiorità perchè non ne è davvero il caso e lo so benissimo da sola.
Forse ho bisogno di me o forse è proprio da me stessa che devo allontanarmi, per capirmi meglio.
Egoistica ed egocentrica come al solito, prima o poi riuscirò a smettere di esserlo e potrò concentrarmi su chi mi sta davvero intorno.
Abbasso la timidezza e l'insicurezza, da domani voglio riuscire anche io ad esprimere le mie opinioni che, in fondo, dovrò pur avere, da qualche parte. Non sono mica una bambola di pezza. O forse si. O forse no.
A dirla tutta, e con questo finisco questa lagna di post, la cosa di cui avrei più bisogno in questo momento è un buon bicchiere di alcool, un paio di amici pescati a caso dal grandissimo mazzo che possiedo - e che sono fortunatissima ad avere, me ne rendo ogni giorno conto, nonostante sembra spesso lo dia per scontato - e divertimento sfrenato, che vuol dire risate fino alle lacrime, chiacchiere futili e serie tv, di cui sto seriamente cominciando a sentire la mancanza.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:28
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| Tè
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La mia vita sociale, incredibilmente, continua.
Ieri sera, dopo il lavoro, sono stata convinta ad uscire con Gavina, Mirko, Daniele ed altra gente a me sconosciuta, come è bene che sia quando si è giovani e si vive all'estero.
Ho un pò traumatizzato la Val perchè mi sono preparata davanti a lei in webcam e non è abituata a vedermi uscire in fretta e furia, anzi semmai il contrario! Però almeno l'ho sentita e mi ha fatto un piacere immenso.
Tornando alla serata di ieri.
Appuntamento in metro con Gavina, veniamo recuperate (o recuperiamo, dipende dai punti di vista) gli altri e andiamo a casa di Daniele a parlare del più e del meno (di politica, tipo.....)
Dopo ore ed ore ed ore usciamo in direzione Pigalle dove altra gente ci aspettava a La Loco, altrimenti detta una discoteca.
Ora si sa che io e la discoteca non andiamo proprio d'amore e d'accordo, anzi, ci odiamo abbastanza, ma ero in compagnia, mi stavo divertendo, la Bimbua E. per mail mi aveva detto di andarci almeno una volta, etc...etc....
Ho un pò perso il filo del discorso, sono troppo stanca stasera......
In definitiva, siamo entrati, abbiamo pagato per una consumazione non alcolica (anche perchè non è che la consumazione alcolica fosse chissà cosa, come potrebbe dimostrare Mirko) e mi sono messa a ballare.
La prima ora, come minimo, devo aver avuto una faccia scazzosissima perchè proprio la musica era terribile e io non ce la potevo fare a sopportarla, ho dovuto aspettare di abituarmici - che poi è una parola grossa - per riuscire a divertirmi, dopodichè è andato tutto bene. Non bene da dire che mi sia piaciuto, sia chiaro...resto una donna metal io.
In più, tutta sta gente che non conosci che ti sfiora e ti si struscia addosso non è che mi faccia sentire a mio agio, sono troppo sociopatica, sociofobica, psicopatica tendenzialmente. Magari prima o poi ci farò l'abitudine.
Siamo usciti di lì alle 4.30 e con Gavina siamo andate a dormire da Mirko che, molto gentilmente, ci ha offerto il suo letto - povero - e si è sistemato per terra.
Facendola breve: sveglia alle 14.00, pasta preparata da Mirko, fuga verso Les Halles dove avevo appuntamento con Gavina (che era andata via la mattina presto perchè aveva da fare ), acquisto di un nuovo paio di jeans da Camaieu, belli larghi come piacciono a me e che, finalmente stanno tornando di moda.
All'ora di cena veniamo raggiunte da Mirko e, dopo vari giri in tondo e a vuoto, ci vediamo con altra gente per andare a mangiare sushi.
Ora è bene sapere che a Mirko e a me non è che il sushi proprio piaccia, ma abbiamo accompagnato gli altri convinti, almeno in parte, che oltre al sushi ci fosse roba tipo noodles o tempura che, in qualche modo, avrebbe potuto sfamarci. Cosa che, invece, non è successa.
Abbiamo provato a mangiare i sushi, ma onestamente non mi ha nuovamente convinto. E' stata l'ultima chance che gli ho dato per conquistarmi, oramai dirò che per questioni ideologiche non vado a mangiare sushi come non entro nemmeno morta nei Mac (in realtà sostenevo che non sarei entrata nemmeno morta in una discoteca....come sono deboli le mie ideologie!). Se proprio proprio qualcuno dovesse insistere potrò sempre sostenere che il sushi mi fa schifo, che è anche vero.
Sono talmente stanca che credo di aver scritto malissimo questo post, ma non ho voglia di rileggerlo; il che, per un'aspirante comunicatrice, non è proprio il massimo.
Da che sono qui, comunque, mi sta un pò tornando la voglia di studiare. O meglio, la voglia non troppa, ma vorrei davvero riuscire a trovare un dannato campo in cui specializzarmi e se non proprio la specialistica, magari un master...da qualche parte nel mondo.
Il problema continuano a rimandere i soldi. Dovrei intaccare il fondo per il mio futuro, in questo caso, non posso dipendere dai miei cosi tanto.
Che casino. Continuerò a lasciar passare il tempo alla ricerca di una soluzione che, tanto, la vita continua a lavorare per me, come mi ha detto un pò di tempo fa Fantasy.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 01:35
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La socializzazione parigina continua.
Mercoledi, a pranzo, ho avuto modo di conoscere altri due ragazzi italiani (il fatto di essere in Francia é un dettaglio ininfluente) che, probabilmente, non vedro' mai più. Ma sono bei momenti.
Con gli altri stagiaire tutto bene, a parte che Mirko, oramai, comincerà a soffrire di crisi dèidentità perché, prima, é stato chiamato CIRIO - e già qui - poi, da Starbucks, il commesso l'ha chiamato PEDRO. Cioé, più che chiamato l'ha scritto sul bicchiere, dopo che Mirko aveva ripetuto due volte il proprio nome.
Abbiamo riso per due ore e credo gliela meneremo a vita.
A marzo arriveranno due nuovi stagiaires, un ragazzo e una ragazza, a sostituire Mirko e Daniele (che in realtà ci ha abbandonato già questa settimana)che stanno finendo il loro periodo da stagisti in questa meravigliosa struttura.
Ultimamente abbiamo molti lavori di concetto, come picchiare le fotocopiatrici; lanciare le stampanti che non funzionano e tentare di rispondere alle lettere dei bambini -che sarebbe anche divertente - con mezzi tecnologici dell'anteguerra, mentre i capi supremi se la grattano e si lamentano che lavorano troppo -come é giusto che sia in ogni ufficio.
Cio 'nonostante noi ci divertiamo e, anzi, andiamo a cena fuori insieme, discutiamo ardentemente di politica italiana (e un po' estera), installiamo messenger sul nostro pc e tentiamo di sopravvivere uniti a questa esperienza.
Stasera superconferenza seriosa a cui dovro' assistere in qualità di guardarobiera e venditrice di libri. Emozionante.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:17
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| Tè
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Aneddoto divertente in quel dell'ufficio:
Mercoledi rientriamo dalla pausa pranzo e una delle nostre cape ci chiede se possiamo aiutarla a spostare la sua scrivania e gli altri mobili della stanza. Ovviamente noi accettiamo (mica possiamo dirle di no, tra l'altro), ci togliamo le giacche e iniziamo a spostare tavolini.
Con sforzo e fatica spostiamo il tavolino che sorregge il case del computer e la stampante e lo mettiamo tra la finestra e la scrivania. Abbiamo appena finito di sistemare tutto che arriva l'altra capa e ci dice che cosi non va bene perche si occupava troppo spazio. ci fa, percio, spostare il case del pc sotto allo schermo e mettere la stampante su una mensola, in posizione molto precaria. Il tutto senza staccare i fili, sembrava una specie di gioco di Shangai con nuove regole.
Comunque, liberiamo sto tavolino e lo ettiamo nel corridoi perché, al momento, nella stanza non c'era spazio. Finiamo di sistemare i tavoli, ci rivestiamo, esco dalla stampa e inciampo in sto tavolino del cavolo che, alla fine, ci siamo dimenticati li fuori. Lo portiamo dentro e non sappiamo piu dove metterlo, perché ormai la stanza era piena. La capa due, intanto, ce lo fa mettere nuovamente tra la finestra e la scrivania, a perpendicolare e non parallelo; solo che cosi é davvero orribile e, infine, dopo un'ora e mezza di rigiri, il tavolino viene rimesso nella posizione di partenza senza, pero, stampante e case sopra.
Volevamo uccidere la nostra capa che é, si, tanto cara, ma ci fa impazzire e perdere un sacco di tempo.
Cambiando argomento, oggi ho visto al cinema "Charlie WIlson's War" in versione originale sottotitolata in francese. Ho letteralmente adorato il film, nonostante Tom Hanks non mi faccia impazzire come attori, ma i dialoghi sono stupendi, soprattuto la frase finale.
MI sono anche regalata una pausa da Starbucks con Caramel Frappuccino e Cheesecake aux fruits rouges et chocolat blanc. Buono, tutto moltissimamente buono, ma non adatto a un'intollerante al latte. Penso digeriro il mese prossimo.
Infine oggi, in metro, ben due persone mi hanno chiesto informazioni stradali, nonostante ci fossero mille altre persone probabilmente più francesi di me. Avro un' aria cosi rassicurante e parigina ?????
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:40
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| Tè
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Secondo aggiornamento da quel di Paris.
Con domani sarà una settimana che lavoro nell'Agenzia Segreta parigina e sto iniziando ad ambientarmi. Per il momento le mie missioni sono relative alla diffusione delle informazioni e alla risposta alle domande più improbabili il che, molto spesso, é anche divertente.
Causa problemi con la casa, da ieri a martedi prossimo sera, sono collocata a casa di un'amica della mia coinquilina. Una bellissima casa con tanto di codice segreto per accedervi. Prima o poi non mi si crederà più, ma Paris é davvero la città dei codici segreti....che poi tanto segreti non sono, ma son dettagli.
Odio ufficialmente le tastiere francesi perché non sono QWERTY, ma piuttosto AZERTY , un giorno voglio chiedere il motivo di questa follia, ma per ora me ne sto.
Sto usando poco Internet e ancora meno televisione (in questo momento sto guardando la terza stagione di Prison Break, ma é un caso) e mi sto dedicando moltissimo alla vita sociale. Che il soggiorno parigino restituirà una me differente? Ci sto credendo poco, ma non si sa mai dalla vita.
Settimana prossima saremo pieni di eventi e conferenze, percio mi toccherà vestirmi bene per affrontare la stampa....manco intervistassero me.
Devo contattare un mio conoscente che sta a Paris, ma per il momento i miei giovini colleghi mi bastano e mi aiutano ad ampliare le mie conoscenze.
Nel fine settimana vorrei andare al cinema, possiibilmente prima delle 12.00 per risparmiare, e godermi un altro film in lingua originale sottotitolato in francese. Se riesco magari vado a vedere La guerre selon Charlie Wilson o come si chiama, quello con Tom Hanks e Julia Roberts. Non vorrei sparisse dai cinema e io tornassi in Italia senza averlo visto. Dopo il 23 ci sarà, poi, da vedere Sweney Todd.
Che ho visto Espiazione (Reviens-moi) e mi sono commossa moltissimo l'ho già detto?
Se nel fine settimana riesco a convicere qualche collega magari vado alla Villette che sono terribilmente curiosa. Intanto domani porto la macchina fotografica in ufficio, cosi ci sbizzarriamo a fare gli scemi.
Infine, sono diventata Starbucks addicted che, ovviamente, fa molto trendy e féscion e soprattutto fa un caffé espresso semidecente. Se riesco a passarci una sera mi prendo un frappuccino e vedo com'é senza rischiare di morire per la mia intolleranza al latte. Che vita difficile.
Ho trovato, pero, una pizzeria perfetta dietro casa mia e, ancora più importante, un bar sottocasa dove un ragazzo carino fa un espresso delizioso. L'ho scoperto l'altra mattina e sono rimasta un quarto d'ora a fargli i complimenti. Dalla settimana possima, che abitero nuovamente li, ne diventero cliente abituale. Che si prepari.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:26
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| Tè
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Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per scrivere qui.
Sono arrivata mercoledì scorso e già mi sono ambientata.
Ho avuto modo di fare qualche giretto turistico (sotto la pioggia) e cercare disperatamente la tomba di Durkheim, che alla fine non ho trovato, e quella di Baudelaire, che invece ho trovato. Emozione emozionissima.
Ieri ho iniziato anche lo stage. In tutto, al momento, siamo cinque stagiaires: due ragazzi e tre ragazze. Simpaticissimi, davvero, ci sbattiamo un sacco, ma ci facciamo anche mille risate. Ieri sera, inoltre, prima uscita notturna seriosa (ero già uscita domenica, per andare a cena da un'amica della mia coloc) proprio con loro e una ragazza francese. S'è finito a parlare di politica (in italiano), ma d'altronde sono tutti laureati o laureandi in Scienze Politiche, toccherà pure a me trovare qualcosa da dire.
Ritorno notturno per l' una, tra mètro, taxi e gente di colore che conduce loschi traffici nei taxi mentre io ne aspetto uno al freddo e al gelo, ma anche questa è Paris.
La casa è molto da dipendente C.I.A.; per entrare, infatti, devo prima inserire un codice sefreto, entrare in un atrio, aprire una porta con una chiave particolare, attraversare un salone, aprire un'altra porta, passare per un cortile interno, aprire un altro portone, salire le scale e finalmente ci sono.
Il palazzo dove lavoro, se possibile, è ancora più CIA perchè è suddiviso in quattro parti. Nella principale si accede con un badge magnetico posseduto solo dia grandi capi, poi c'è la biblioteca con l'ufficio degli stagiaires a cui noi accediamo tramite scale segrete che ci portano nei sotterranei. Sotterranei in cui scopro sempre nuove porte.
Poi c'è il piano terra con la direttrice e i vari saloni che, essendo saloni d'epoca, hanno mille porticine nascoste per noi agenti segreti e ignote al pubblico. Infine, oggi, ho scoperto una nuova base segreta a cui si accede richiedendo una chiave particolare alla segretaria, poi si prende un ascensorino traballante, si salgono delle scale pericolanti e, finalmente, si è in questo sottotetto arredato dalle più sofisticate tecniche di spionaggio (ok, sto ufficialmente impazzendo, ma è troppo divertente quindi scusatemi).
Per ora è tutto perchè sono leggermente di fretta. Appena avrò tempo aggiornerò meglio e risponderò alle numerose mail che ho ricevuto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 19:39
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| Tè
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La partenza è fissata per mercoledì mattina.
Amici e parenti mi guardano un pò come se fossi un'aliena perchè non mi sento triste né tantomeno sto entrando in panico. Sarà normale?
In realtà l'estremo saluto con Aran, stasera, un pò mi ha intristito, ma tanto spero di riuscire a mettere le mani su una qualche connessione Internet molto presto.
La buona notizia è che ho una casa. La cattiva è che dal 16 al 22 gennaio verrò sfrattata a casa di un' amica della mia futura coinquilina perchè la nostra padrona di casa ha fatto casini con gli affitti. Se le situazioni non sono semplici non le vogliamo, da queste parti.
Comunque è probabile che, per alcune settimane non mi connetta molto e che, quindi, non aggiorni nemmeno qua...ma tornerò...non ci si libera facilmente di me.
E se mi trovassi male?
No, non devo farmi venire paranoie strane ancora prima di arrivare, non è salutare. Andrà tutto bene, anzi benissimo. Sarà l'esperienza più meravigliosa della mia vita. Sopravviverò, mi adatterò e mi divertirò, anche.
E dire che c'è un mezzo motivo per cui non vorrei partire, ma essere qua o là, tuttosommato, non cambierà poi molto. O almeno lo spero.
Paris aspettami!!!!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 00:10
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| Tè
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Technorati |
Approfittando dell'inizio dei saldi oggi mi sono lanciata in un folle e frenetico shopping pre Parigi.
Shopping obbligato anche dal pressochè inesistente guardaroba invernale adatto al clima continentale dalla capitale francese e al mio nuovo posto di lavoro.
La mia vecchia madre mi ha, così, sovvienzonato:
1 maglione nero della Stefanel con maniche a palloncino
2 smanicate con collo alto, una bianca e una bordeaux di Camaieu
1 poncho/maglione nero di Camaieu
1 paio di pantaloni neri eleganti, sempre di Camaieu
1 camicetta di simil raso a palle nere e fucsia, ancora di Camaieu
1 cerchietto in raso azzurro e bianco a fiori con due strisce che scendono dalla testa fino alle spalle, ultimo acquisto da Camaieu
3 paia di collant della GoldenPoint, di cui un paio nere con strisce verticali bianche, un paio a strisce orizzontali colorate (che proprio snelliscono xD) e un paio grigio melange con fiorellini neri
1 paio di collant made Oviesse nere e sobrie
1 borsa bordeaux della Eastpack per portare comodamente in giro l'IBook.
Decisamente quest'anno il consumismo ha contagiato anche me, ma ciò che mi consola è che non comprerò più nulla fino all'anno prossimo, come minimo.
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e il suo tè delle 18:30
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Tra domani e sabato mattina partitò per quel di Bardonecchia con la cuggi grande per raggiungere le case di Fiu e passarci il Capodanno.
Quest'anno la decisione di cosa fare è stata ardua e sofferta perchè, al contrario degli anni precedenti, mi si sono presentate millequindici possibilità diverse e il gruppo originario con cui si doveva festeggiare (leggesi Aran e la val) ha optato per altre soluzioni, soprattuto di fronte alla grande indecisione del Gruppo Vacanze Piemonte. C'est la vie.
Potrei anche farmi insegnare da Fiù ad andare sullo snowboard, se smettesse di farmi male la caviglia. Si perchè il giorno di Natale, siccome con la famiglia abbiamo pranzato in un ristorante, volendo far la figa mi sono messa i miei amorosi tacchi però poi, la sera, sono andata a casa della FdM e il percorso tra la sua e la mia abitazione era costellato di buchi e buchetti. Arrivata miracolosamente integra davanti al portone sono riuscita a franare nell' ultima crepa che si trovava prima del marciapiede. Un male che non auguro a nessuno; però non è nè gonfia nè nera, quindi non dev'essere niente di grave e posso sciare lo stesso.
Per il resto, sto aspettando che l'omino Sky mi porti quello il decoder (credo), ma a sto punto è già tanto se mi accorgerò di avere Sky in casa prima della partenza. Se arriva entro l' 8 gennaio riesco anche a vedere una partita della Fortitudo e addirittura addirittura il Basket Day.
Sto aspettando anche l'arrivo della batteria di Janvier comprata su Ebay. Sono molto fiduciosa del suo arrivo, l'importante è che lo faccia prima del 9 gennaio, che poi parto per Parigi. Lo stesso vale per la telefonata dell'omino Mac in cui mi avvisa che Sabrina sta bene, è guarita e posso andarmela a riprendere. Sperando sempre che....
Ho quasi trovato una casa a Parigi. O meglio, ho due proposte di colocation che, in tutta sincerità, non sono proprio il mio massimo, ma non avendo altre scelte ed essendo agli sgoccioli della partenza penso che una l'accetterò. Tanto più che la casa si trova praticamente sugli Champs, dietro all'Arco di Trionfo.
In realtà, la mia prima opzione erano le residenze per le giovani lavoratrici, ma qui non si avranno risposte prima della settimana prossima se va bene, quindi a sto punto meglio andare sul sicuro con la tipa.
Se sono sopravvissuta alla canadese sopravvivo anche alla donna scìc. Magari ha anche gli agganci giusti per restarci, a Parigi.
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e il suo tè delle 10:14
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...e qualche volta si avverano, inaspettatamente, quando nemmeno ci credevi troppo.
Capita, per esempio, che a inizio ottobre fai domanda all'ultimo minuto per un tirocinio all'Istituto di Cultura Italiana di Parigi.
Capita, anche, che l'Università di Genova dia un consistente contributo economico a questo tirocinio, cosa niente affatto superflua perchè Parigi ha degli affitti (e una vita) piuttosto cari.
Capita che dopo, praticamente, te ne dimentichi: vuoi perchè è un concorso su scala nazionale, vuoi perchè c'è un unico posto e pensi a quanta altra gente avrà fatto la stessa domanda.
Capita che a novembre inizi, finalmente, uno stage fantastico a Torino (l'altra città dei tuoi sogni) e già il primo giorno ti innamori del lavoro, delle colleghe, dell'ufficio, del ristorante dove pranzi, delle coinquiline, etc...e sei già pronta a sperare di rimanerci a vita.
Capita anche, però, che il secondo giorno di questo stage ricevi la telefonata dall'Università che ti comunica che hai vinto il concorso per il tirocinio a Parigi e, senza nessuna esitazione, rinunci allo stage torinese e corri a casa, moduli alla mano, per accettare il tirocinio e trovarti con le spalle al muro, senza nemmeno avere il tempo di pensare se davvero a Parigi ci vuoi andare perchè sai che se ti fermassi a riflettere saresti assalita dall'ansia e, un pò, anche dalla paura.
Capita, quindi, che dal 14 gennaio 2008 al 14 aprile 2008 vivrai e lavorerai a Parigi, come hai sempre sognato da quando avevi quattro anni e guardavi Audrey Hepburn interpretare Sabrina.
Se per caso fosse un sogno, per favore evitate di svegliarmi perchè non credo lo sopporterei.
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e il suo tè delle 19:19
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Per chi non lo sapesse questa settimana sono stata a Parigi, in un viaggio-studio con l'Università.
Partenza: martedi 2 maggio alle 5.30 da Piazza Principe. Mezzo di trasporto: pullman -.-° (io odio il pullman!!!) Compagno di sedile: Teo, amore mio *_* Tralascio il racconto del viaggio perchè non è che sia molto interessante. Arrivati la sera, prima di cena, ci siamo sistemati nelle stanze. La nostra (mia e del mio trottolino amoroso dudu dadadà) era al primo piamo, vista cimitero di Montmartre; la vista era talmente dettagliata che aprendo la finestra ti ritrovavi in una tomba...meno male che la nostra finestra era sigillata e non si apriva manco col piede di porco (e non vi dico l'odore di morto dopo una settimana). Dopo un' "ottima" cena, siamo andati a fare un giretto sui Champs Elysées, con vista dell'Arco di Trionfo.
Mercoledì 3 maggio Sveglia all'alba, colazione abbondante (2 croissant, un toast burro-marmellata, succo d'arancia e té al limone), giretto per Montmartre con relativi ritratti da parte di due sedicenti artisti (poteva andarci peggio u.u°), visitina al Sacre Coeur e ai giardini lì vicini, shopping in varie FNAC (non potevo mica esimermi dal comprare qualche manga!), pranzo al Quick, giretto girovagoso per i Jardins du Luxemburg, visitina a l' Ile Saint Louis (il quartiere più costoso di tutta Parigi, dove io voglio assolutamente vivere) e ricerca dell'abitazione temporanea di Baudelaire (non hanno messo nessuna targhetta, catifi!), salutino al Gobbo di NotreDame e, per finire, un saltino nel Quartier Latin alla scoperta di fumetterie e negozi da nerd. Dopo cena visita ad alcune piazze, tra cui (credo!) Place Vendome e il Trocadero, dove abbiamo guardato la Tour Eiffel sbrilluccinate.
Giovedi 4 maggio : EURODISNEYLAND Bello, bello, bello e ancora più bello! Mi avevano avvertito che, una volta cresciuta, l'avrei trovato deludente, ma non è stato affatto così. Solo per citare alcune attrazioni fatte: il Castello della Bella Addormentata, il Drago del castello, la Giostra dei Cavalli, le Tazze, il Labirinto di Alice, Il Paese delle Favole, Pirates of the Caribbeans, la casa dei Robinsons, varie grotte piratesche, la casa stregata, le montagne russe, un coso volante in cui a metà ho urlato " Cazzo, ma io soffro di vertigini!!!", lo Stars Tour, il musical del re Leone e il gioco di Buzz Lightlear (o come si scrive é.è)...credo di aver dimenticato qualcosa, ma boh, non mi viene in mente. Cosa ho comprato ? Ottima domanda: il peluche di Minnie che desideravo da bambina e una tazza sempre di Minnie. Ah! Ho anche fatto al foto con Paperinaaaaaa (*_*) e una disperata e traumatizzata davanti al palco con la casa di Winnie Pooh (bleragh!) Dopo cena giretto sul Bateau Mouche, con passaggio sotto al ponte degli innamorati. Dice la leggenda che se la prima volta che due innamorati passano sotto quel punto, chiudono gli occhi, esprimono un desiderio e si baciano, quel desiderio si avvererà. Cosa ho deisderato io ? Eeeeeeh, segreto!
Venerdi 5 maggio Gita fuori porta: visita alla casa di un Dottore amico degli Impressionisti e a quella di VanGogh (c'era solo una stanza! E dei cartelli che, una volta finito di leggerli tutti, avevano la scritta " Si prega di pagare prima di leggere i cartelli"...noi li abbiamo letti e non abbiamo pagato *_*). Visita al giardino del castello di quel paese (all'interno c'era museo su Impressionisti, ma l'abbiamo saggiamente evitato) e, infine, visita ottima al Museo dell'Assenzio. Chiaramente non potevo non comprare un bottiglino di estratto d'assenzio e un bicchierino per assenzio (quant'è bellinooo). Nel pomeriggio visita alla casa di Monet e al suo giardino in stile giapponese, quello delle ninfee per capirci. Dopo cena, giretto con l'amore mio pacioccoso, Pill e Kurai per il Quartier Latin ( a dire il vero, forse, mi sono confusa e questo giretto era giovedi e il Bateau venerdi O.o) .
Sabato 6 maggio Seconda gita fuori porta: il castello di Chantilly (bello, bello bello, castelloso, ecco!). Oltre alla veloce visita al castello, c'è stata una graziosa, quanto insulsa gitarella in barca sul fiume intorno al castello, la piacevole scoperta dei Wallabe ( o come si scrive), mini canguri che saltavano solo quando io e Pill richiamavamo la loro attenzione...saltellando come due sceme ....la dignità vola via, come la mareaaaaaa.....e, infine, la buona crema Chantilly (e che non mangi la crema Chantilly al castello di Chantilly ? ). Nel pomeriggio, ammutinamento di alcuni di noi che hanno preso taxi+treno per tornare a Parigi piuttosto che visitare un'abbazia sconosciuta. Dopo cena direi alberghino a guardare Smallville5 (c'era James/Spike/UomoMeteora come chiamo io il suo personaggio) e a fare le valigine.
Domenica 7 maggio Al mattino, dopo la solita ottima ed abbondante colazione, visita col mio scimmiottino al Louvre (veramente, vista una certa foto, la scimmietta sarei io) che la prima domenica del mese i musei sono gratis. Dopo un veloce pranzino al Quick, una passeggiata tra i grattacieli dell'esplanade della Defénse, con vista sul centro commerciale più grande d' Europa (o uno die più gradi). In programma c'era anche una visita al mueso del cinema, ma nella notte me l'hanno spostato dall'altra parte della città e così nisba, me tanto triste! Per approfittare del tempo, abbiamo fatto un gioioso giretto per Trocadero + Giardini + roba varia, alal ricerca di una stazione della metro perchè quelle parigine sono malamente segnate, ecco! La cena della sera meriterebbe un post a sè stante, se ne ho voglia lo farò, altrimenti resterete con la curisoità (me perfida).
Lunedì 8 maggio Rientro a casina, dopo un viaggio in pullman (questa volta ho dovuto farlo fermare per fare la pipì é.è ) lunghissimo.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 22:57
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