Giovedì sera, ore 00.30 - Via Sestri
Io: Ragazze vi saluto che mi incammino verso casa
Geme: Come sarebbe a dire?
Io: Sarebbe a dire che prendo i miei piedini e li porto su per il Viale, verso casa mia.
FdM: Scordatelo ti riaccompagniamo in macchina.
Geme: Non vorrai tornare da sola
Io: Ma certo che si, ci metto un quarto d'ora.
FdM: No, ti riportiamo noi.
Io: Ma andate da tutt'altra parte.
Geme: Ma è tardi non puoi andare da sola
Io: Si che posso, lo facevo anche a Parigi, non è che mi portano via...
Geme: Ma qua non siamo a Parigi, siamo a Genova.
Ecco, grazie, non dovevate ricordarmelo...
Sabato notte, ore 02.30 - Via Galliano
Arrivo sotto casa con la macchina e cerco parcheggio. Non lo trovo, mi sposto nelle vie più o meno vicine. Non lo trovo. Cerco ancora parcheggio, continuo a non trovarlo. Dopo un'ora mollo la macchina sopra le strisce, accanto all'edicola. Mi sveglierò presto domenica mattina e la sposterò. Non è possibile, però, rivoglio Parigi, la metro, gli autobus a qualsiasi ora che fermano sotto casa.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:58
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Ieri sera Raduno di DreamALot qui a Genova.
Premetto che senza Arok e Leper un raduno non è un raduno. Credo, infatti, che questa sia stata la prima volta in cui sono andata sola, senza nemmeno uno dei due. E' stato strano.
Nonostante questo mi sono divertita.
Eravamo solamente due Speziali e, perciò, mi sono aggregata alla mia Crepuscolare Camarillosa, Monroe, e sono stata adottata dagli Alchimisti, tra cui Mizuki, una dei pochi che già conoscevo prima del raduno (e che sta benissimo col nuovo taglio di capelli).
Ho rivisto il LupoCattivo, che poi troppo Cattivo non è, e l'effetto è stato lo stesso dei raduni passati quindi non è cambiato niente e va bene così, sono orgogliosa di me.
Ho chiacchierato con Helo, con gente varia ed eventuale di cui non ricorderò mai il nick e anche un pochino col Conte....emozione!
Ho passato un pò di tempo con le mie fatonzole Monroe, Hebe stupenda e Calendula con Giacomino in braccio. Troppo bellinooooooooo.
E direi stop. Eravamo pochi ed è stato un raduno non troppo scoppiettante, speriamo in quello di questa estate a Roma. Sempre se riuscirò ad andarci.
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e il suo tè delle 13:17
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Oggi la mia nonnetta compie 81 anni e ne dimostra sempre meno di me. Tantissimi tantissimi auguri.
Oggi RadunoLot a Genova e, invece di rivedere le solite persone, mi farò coraggio, andrò e conoscerò meravigliose persone nuove.
Oggi la Fortitudo inizia i play off contro la MPS. Sarà durissima, ma comunque vada sarà un successo perchè io nemmeno mi aspettavo che ci arrivasse, ottava.
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e il suo tè delle 09:35
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Eccomi nuovamente in Italia, questa volta per sempre.
In realtà è un per sempre estremamente relativo, che durerà qualche mese, ma fa abbastanza drammatico e mi ispirava usarlo.
Prima settimana segnata dal raffreddore parigino - e psicosomatico - e dai laboratori di orientamento universitario post tirocinio, che dovrebbero aiutarmi a capitalizzare l'esperienza all'Istituto CIA e a cercare un lavoro degno di nota.
Nel frattempo non ho ancora avvisato tutte le mie amiche del mio ritorno, ma la pigrizia, l'assenza di soldi nel cellulare e la tristezza post Paris me l'hanno impedito. Dovrò chiamarle e darmi a una degna vita sociale. Non so perchè, ma Paris mi rendeva decisamente estroversa, allegra, pimpante e socievole, Genova mi deprime e mi fa venir voglia di stare chiusa in casa. Non mi sembra molto normale.
Sarà colpa del condesto sogiale come diceva il buon (?) Palidda e come mi ripete sempre l'Avvocato Nickyno.
Non so che altro scrivere, ma era tanto per aggiornare un pò il blog e dimostrare di essere ancora viva.
P.S. sportivo: la Fortitudo è incredibilmente e miracolosamente approdata ai play off....
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:01
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A Paris è finalmente arrivata la prima - anzi siamo passati direttamente all'estate - e devo dire che, tuttosommato, un pò di sole ci voleva. Potrò dire, almeno, di aver visto la mia città da sogno con ogni clima: pioggia, neve, sole, fiorellini primaverili e colorati. Per festeggiare la mia partenza, l'arrivo della primavera e la casa senza genitori di Sandra, ieri pomeriggio sono andata da lei ad Evry a mangiare gauffres casalinghe con nutella e panna montata. O meglio, più che gauffres erano miettes de gauffres, ma il gusto era ottimo lo stesso. In più, visto che le aveva preparate per molta gente e, invece, mi sono presentata solo io erano anche tantissime. Dopo merenda, approfittando della giornata di sole sensazionale, siamo andate a vedere il Chateau di Evry che era appena stato ridipinto: all'esterno brillava un rosa improbabile con finestre bianche e grige,l'interno sfoggiava, invece, muri dipindi di arancione e verde fosforescente. TeriBBileeeee (come direbbe Desirée). Prima di rientrare a Paris mi ha accompagnato in un breve tour per la banlieue a vedere i logement HLM e i giovani che, non avendo niente da fare, passano il tempo a spacciare o a girovagare per il centro commerciale. Mi ha anche dato ottimi spunti per la mia tesi...peccato averla già scritta e archiviata! Dopo una frugale cena da Starbucks a base di muffin e the caldo (accompagnato da un'aspirina contro il mio infinito rafreddore) mi sono regalata un cinemino con Desirée. Il film prescelto era Penelope, con Christina Ricci e James McAvoy. La mia compare ed io ci siamo ufficialmente innamorate del bel attore, tanto da passare tutto il film a sospirare ad ogni sua apparizione. A parte l'attore, il film è stupendo. E' una specie di favola moderna sospesa tra un film di Tim Burton e Il favoloso mondo di Amèlie. Niente di sensazionale, una trama semplice, ma terribilmente carina. Romantico, ma non melenso. Divertente senza cadere nel volgare, come spesso adesso accade. Penelope, oltre ad aggiudicarsi un posto tra i miei film recenti preferiti, è stato eletto a mio film-ricordo di questo periodo a Paris. Il tutto a causa di due frasi dei sottotitoli che, probabilmente, in inglese non mi avrebbero fatto lo stesso effetto. La prima è "Tu m'as posé tellement de lapin que je n'ai plus confiance en toi" (o qualcosa del genere) frase che non avrei mai capito con precisione se Julien non mi avesse spiegato settimane fa cosa significasse poser un lapin. La seconda, invece, è "Je m'excuse" che, tra l'altro, sono assolutamente sicura che sia grammaticalmente scorretta. Credo che il resto degli spettatori si stia ancora chiedendo perchè De ed io siamo scoppiate a ridere come pazze proprio in un momento del film non triste, ma sicuramente non comico. Il fatto è che uno dei tormentoni del nostro stage era proprio l'espressione Je m'excuse, espressione preferita dalla nostra tutor che la usava sempre e comunque, fuori da qualsiasi contesto. Quando è apparsa sullo schermo non ce l'abbiamo fatta a trattenerci. E' chiaro che i sottotitoli li ha fatti lei.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:46
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Dernier jour de stage e sono tristemente tristerrima.
Non solo perchè, nonostante tutto, all'Istituto ci stavo benissimo, ma anche perchè significa che dovrò tornare in Italia e chissà quando rivedrò tutti. Però, chissà, magari il 2009 mi vedrà nuovamente sbarcare in quel di Paris e, magari, per sempre. Che poi dico dico e in un anno cambiano millemila cose e nel 2009 sbarcherò direttamente in Canada, o resterò in Irlanda....o sarò a Genova a guardare la tv sul divano con mia madre... Tornando allo stage, dei quasi quattro mesi passati in quella gabbia di matti non credo che rimarranno le incazzature, ma piuttosto le risate folli che hanno seguito i momenti di maggior nervosismo, perchè la cosa bella delle persone stupende che facevano lo stage con me era proprio l'ironia con cui sapevano affrontare anche le giornate no.
Ed è così che ripensando all'Istituto CIA non potrò fare a meno di pensare al giorno in cui Angela, la nostra sindacalista, è impazzita in mezzo alle etichette ed ha invocato l'aiuto di Marx al grido di Lavoratori Tiè!
O a tutte le volte in cui Desirée ed io, uscendo dall'Istituto, ci siamo dimenticate di Nicoletta e lei è stata costretta ad inseguirci fino al cancello d'ingresso.
O ancora al messaggio di Sandra, mandato a Desirée, per avvisarla di un ritardo del treno che ci ha fatto capire quanto fosse meno tranquilla di quello che ci era sembrato all'inizio, facendo anche esclamare "Ci piace!"
Ricorderò Daniele, invece, per un mezzo pomeriggio seduti all'accueil a cantare brani di cantautori italiani e Simone non so quanto lo ricorderò perchè, alla fine, l'ho visto davvero poco.
Mirko, Gavina e la loro love story, anche se poi ci sarebbero molti più momenti da ricordare e non solo questa parte, ma alla fine è quella più bella.
Ophelie che si è sorbita tutti i nostri discorsi in italiano senza capirli, ma che si è sorbita anche le mie frasi in finto francese stentato ed è stata così carina da continuare a cercare di farmi parlare affinchè migliorassi un pochino.
E poi l' uomo col cappello e la visione di quasi quattro dvd italiani al giorno; l'omino delle pulizie accusato di rubare qualsiasi cosa; il guardiano che aveva un nemmeno troppo celato debole per me (e che bell'omino, tra l'altro); Buddha che con vera arte zen riusciva a non lavorare mai; i magnifici pranzi di Nonna G. nell' Ufficio Informazioni; ...AH!... che parla come Torquato Tasso, solo che mille volte più lentamente e non riesci a seguire un suo discorso perchè ti addormenti prima; Elisa di Rivombrosa che ogni tanto riusciva a maltrattarci pure lei; Ascanio Celestini e le gaffes di Desi; Expolangues e l'infinità di pacchi trasportati avanti e indietro; i dvd porno e la musica new age dell'ultimo piano; gli aneddoti degli Addetti e del Vecchio Direttore, tra urla e armadi scambiati per la porta; la serata alla Cinèmatheque e il viaggio in metro precedente (anche se raccontato da Desi resterà nella storia); il pazzo nell'Ufficio Informazioni con me ed Angela; la vecchia pazza che viene ad assistere agli eventi dal 1982 e ogni volta che riesce a fermarti ti racconta tutta la sua vita; i libri rubati in biblioteca, tra cui l'opera omnia di Miller, e salvati da un triste destino in una discarica; Desirée che esclama al telefono "Non ho mai smesso di sentirti", etc etc etc Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma poi mi metterei sicuramente a piangere, perchè è vero che quel posto era una gabbia di matti, ma tuttosommato mi ci trovavo bene e una volta fatta l'abitudine mi ci sentivo un pò come a casa. E poi ai miei due mentori preferiti, quello che sta tra i topi e quella che sta tra i VIP, mi ci sono davvero affezionata ed è triste lasciarli. Per terminare, ricordo ai futuri stagiaires che: Non sarai mai ascoltato, ma la volta che succederà avresti preferito non esserlo.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 01:55
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Titolo a caso per un post ancora più a caso, dato che non ho niente di interessante da scrivere, ma scrivo solamente perchè ho voglia di scrivere.
Giovedì finisce la mia avventura istituzionale in quel di Paris ed entro il cinque maggio sarò nuovamente in Italia. Al solo pensiero di rientrare a casa e di lasciare Paris mi sento malissimo, quindi effettivamente il mondo potrebbe chiedersi perchè non mi cerco un lavoro qui e ci resto, ma siccome ho vari ed eventuali programmi è probabile che non sarò di ritorno qui prima del 2009, possibilmente dopo un soggiornino in Irlanda. Che ronf. In queste due settimane me ne sono stata a lavorare in Biblioteca e ho sviluppato un vero e proprio amore per questo tipo di lavoro. Peccato che in Italia si entri praticamente solo per concorso statale e che, quindi, sia un pò una fregatura. E poi, diciamocelo, nelle biblioteche ci rinchiudono i pazzi quindi non potrei mai lavorarci....uhuhuh! Che ronf. La Fortitudo domenica contro Milano si gioca, in parte, l'ingresso ai play off. In parte perchè, poi, dipenderà molto anche da quello che faranno Cantù e Pesaro. Incrociamo le dita, altrimenti pazienza. Meglio dell'anno scorso è andata, non che fosse molto difficile, sicuramente l'anno prossimo andrà ancora meglio. Che ronf. Questa sarà una settimana piena di impegni sociali e di molte mangiate/bevute. La mia dieta ne risentità e questo potrebbe essere un male.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:25
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Una delle motivazioni per cui mi piace lo stage che sto facendo - nonostante i milleducento motivi contrari - è che mi permette di ampliare la mia cultura.
In particolare questa sera ho avuto modo di assistere alla proiezione del documentario Parole sante di Ascanio Celestini sulla storia di un collettivo autonomo formatosi all'interno di Artesia, il più grande call center italiano.
Nonostante fossimo state io e Desirée a recensire la serata non sapevamo niente dell'autore, anche se io continuavo a sostenere che Ascanio Celestini fosse un nome a me noto. Gira che ti rigira, alla fine, ci siamo dimenticate di informarci e questa sera, lasciate a conversare col regista, abbiamo avuto modo di fare un paio di figure paperinesche che a raccontarle nessuno ci crederebbe.
Tralasciando le figure degne di Susan di Desperate Housewife, ho avuto modo di scambiare con lui alcune impressioni sulla situazione politica italiana contemporanea e probabilmente è stato un bene che non l'abbia ricnosciuto, altrimenti mi sarei sentita oltremodo in imbarazzo, invece così ho avuto modo di esprimermi dandogli del tu, un pò come se parlassi con il mio migliore pote.
Devo dire, comunque, che Ascanio mi ha fatto un'ottima impressione e il suo documentario altrettando; a tratti mi ha quasi fatto piangere. Agata l'ha definito un pugno allo stomaco e, devo dire, che nonostante possa sembrare una banalità non posso che darle ragione.
E' stato uno di quei documentari che mi fanno venire voglia di tornare immediatamente in Italia e di m'engager per cambiare il mio paese che, nonostante critichi sempre, adoro. Peccato sapere già che una volta tornata a casa mi farò riprendere dalla pigrizia e mi cullerò nella mia piccola e poco impegnata vita. Probabilmente in televisione Parole Sante non passerà mai, ma se a chi legge capitasse l'occasione lo consiglio vivamente. Appena riesco metto qualche citazione di frasi che ho particolarmente apprezzato.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 23:13
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Merci à Juju (xD) pour le post http://within-syndicate.skyrock.com/article_1689079110.html et pour m'avoir appris l'expression poser un lapin.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:40
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In attesa dei risultati delle elezioni mi dilettero' con qualche riflessione da italiana non residente all'estero, ma solamente domiciliata a Paris.
La distinzione é fondamentale perché fossi stata residente eventualmente mi avrebbero fatto iscrivere all' A.I.R.E. e mi avrebbero spedito la busta con la segretissima scheda elettorale direttamente a casa. DIco eventualmente perché anche se avessi chiesto la residenza non é sicuro che avrei potuto votare qui a Paris in quanto, mi é stato detto, non essendo state previste le elezioni per quest'anno le iscrizioni all'A.I.R.E. erano chiuse. In più, riuscire a parlare con l'ufficio preposto é un'impresa degna di un agente segreto, anche per chi - come me e alcuni colleghi - lavora all'interno dell'Ambasciata e per il Ministero Affari Esteri. Ora io mi chiedo, ma se é una domanda stupida prego chi ne sa più di me di spiegarmi per bene, é mai possibile che nel ventunesimo secolo, nell'era di Internet e del digitale si debba ancora votare con carta e matita? Non sarebbe oltremodo piu' semplice equipaggiare consolati e/o ambasciati a mo' di seggi elettorali e permettere a chi si trova più o meno temporaneamente all'estero di votare da li'? No, perché io e altri nella mia situazione avremmo anche voluto votare, ma tra la spesa e l'impossibilità di prendere ferie ci é stata negato tale diritto. Oh, poi é anche vero che avrei potuto organizzarmi meglio, che Paris - Genova non é cosi' costoso, ma insomma...é il principio che é sbagliato: uno che si trova a fare il mio stesso stage in Australia che deve fare?
E' vero che se torni in Italia per le elezioni ti rimborsano il 60% del biglietto...dalla frontiera italiana a casa tua...utile, visto che la parte costosa e lunga del viaggio non è confine francese -Genova, ma piuttosto Paris - confine italiano. Poi magari sbaglio io e mi lamento per qualcosa che invece é ipersensato, ma la sensazione non é quella...
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:52
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